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La forza della diversità in Natura.


Gibbo
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Diverso, differente, differenziarsi, diversificarsi, cambiare per migliorarsi, variare per adeguarsi, adattamento come forza.

Un contadino un secolo fa poteva contare su molte varietà di frutta, ogni specie veniva scelta e coltivata a seconda delle sue caratteristiche, ad esempio….

Il melo che vive bene nei terreni asciutti lo metto sul muro a secco, soffrirà meno l’aridità estiva, quello che non teme l’umidità nella valletta lungo il fosso, metto anche un cotogno che mi servirà per metterne un poco di mela ad ogni confettura di frutta visto che è ricchissimo di pectina, e così ogni varietà aveva un motivo per essere coltivata, una tardiva, una precoce, una da piena stagione, e una perché fiorisce sempre abbondantemente così da impollinare le altre.

Gli olivi da impollinazione son sempre stati una scelta fissa ogni volta che si metteva a dimora un muovo oliveto.

E così via, per ogni frutto, per ogni verdura, per ogni cereale, per ogni animale domestico.

La Natura per ogni habitat seleziona col tempo gli esseri viventi più adatti a quell’habitat, così da mantenere un equilibrio.

I funghi anche loro concorrono a mantenere questo equilibrio.

Alcuni attaccano le piante ferite, che sarebbero troppo deboli da adulte per sorreggere un fusto pesante, così mettono “radici” (micelio) nella sua ferita fino a procurarne pian piano la morte, dopodichè altri funghi serviranno a rompere il duro legno, così da sminuzzarlo pian piano e riportarlo a sostanze che potranno servire da nutrimento ad altri esseri viventi, le piante sane così avranno più spazio e con quel nutrimento daranno maggior frutto. La selezione naturale serve alle varie specie per fortificarsi facendo andare avanti sempre gli esemplari più sani e più giusti per quel determinato ambiente, e rinnovandoli via via che invecchiano.

Più saranno le varietà di una specie e più possibilità avrà quella specie di rimanere in vita in quel determinato habitat, anche se estremo, con una delle sue varietà che meglio si adattano a quelle situazioni climatiche o vegetative.

Dico male?

Questo è quel che ho compreso nel tempo, chiedo a chi sa qualcosa di più o di più chiaro di aggiungerlo o correggermi.

Grazie Apibbini

 

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Edited by Gibbo
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:snoozer_05: . . . sei un "sapone" :rolleyes:

 

Dici cose ovvie,

ma che abbiamo in parte dimenticato. :scratch_one-s_head:

 

Conscio della mia ignoranza, leggerò con piacere i prossimi interventi ;)

 

:hug.

 

p.s. Bella foto !

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:snoozer_05: . . . sei un "sapone" :rolleyes:

 

Dici cose ovvie,

ma che abbiamo in parte dimenticato. :scratch_one-s_head:

 

Conscio della mia ignoranza, leggerò con piacere i prossimi interventi ;)

 

:hug.

 

p.s. Bella foto !

E sta li il conquibus!

 

Stiamo perdendo il patrimonio di secoli di esperienza, e solo ha scriverlo mi fa incavolare.

Proseguirò il discorso con calma, intanto.

 

Leggevo giorni fa questo vecchio libro disponibile su Google book

 

650e4c06bf9d94bed911cc8007ddf640.jpg

Edited by Gibbo
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l'ho trovato in vendita su IBS

dovrebbe arrivarmi in settimana prossima . . .

 

. . . presto sarà il compleanno di qualcuno che conosco e allora . . . ;)

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Ed è un bel regalo!

Se poi lo si vuole leggere o consultare parzialmente si può scaricare il pdf da google come ho fatto io.

Pensa Rob che l’ho trovato approfondendo su un tipo di rapa da foglia senza radice e seguendo una particolare varietà ho visto che qui era citata!

Pensa te, ovunque trovavo solamente il riferimento a questa rapa da foglia ed il seme in vendita per aziende agricole.

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Ed è un bel regalo!

Se poi lo si vuole leggere o consultare parzialmente si può scaricare il pdf da google come ho fatto io.

Pensa Rob che l’ho trovato approfondendo su un tipo di rapa da foglia senza radice e seguendo una particolare varietà ho visto che qui era citata!

Pensa te, ovunque trovavo solamente il riferimento a questa rapa da foglia ed il seme in vendita per aziende agricole.

 

Dovrebbe essere un'edizione, usata e rinnovata dell'originale del 1857. :)

 

 

Speriamo non sia la solita inculata :w00t2:

 

https://www.ibs.it/manuale-dell-abitatore-di-campagna-libri-vintage-vari/e/2560731618311

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oh ma che sei bischero?

un discorso così ci vogliono "mesi anni o soltanto settimane" (cit. F. Guccini, Odysseus), con intensità inversamente proporzionali, per sortirne qualche visione non banale

 

certamente affrontare questi temi, in cui la complessità (rocordate?) domina come effetto, è affasicnante e richiede alcune cose tra le quali:

- assenza di pregiudizi
- solide ed estese basi conoscitive
- presa d'atto critica delle eperienze nostre e altrui
- curiosità e apertura mentale

coi mie limiti (molti), io ci cono

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dimenticavo: ma codesto albero?

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La Quercia delle Streghe è in

Località San Martino in Colle, 55012 Capannori LU

 

https://goo.gl/maps/TNDR7rc58eMT4bTt5

 

Non lontano dal nostro Carletto.

Io ci son andato tre volte ed ognuna resti a bocca aperta

Si dice che vista la vicinanza a Collodi, il paese dove era nata la madre di Carlo Collodi, e dove lui da bimbo andava in estate, abbia tratto spunto da questo albero per la Quercia del Pinocchio.

 

Chioma di un diametro di 40metri, sotto ha fatto pulito, e le sue radici escono a cercare i suoi rami che ricadono toccandole, è molto affascinante.

 

Ci si va....

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Bella discussione e guarda caso mi stupisco come avvolte le nostri menti si mettono in comunicazione sono diversi giorni che cerco di leggere perchè sul computer mi riesce male un libro del 1838 sull'apicoltura di un certo Luigi Sartori

" Trattato di Apicoltura Razionale " mi stupisce già in quegli anni si parlava di apicoltura urbana. Il libro illustra come fare apicoltura dai vecchi bugni alle attuali arnie di nuova introduzione nell'apicoltura che oggi sono in modo diffuso usate dai vari apicoltori e come potesse essere per il mondo contadino una fonte in primis di un dolcificante ma sopratutto di una fonte di reddito per una attività come l'agricoltura soggetta a tante variabili che possono determinare il raccolto e quindi il proprio sostentamento dell'agricoltore..................

Altra notizia la presenza in Australia di una vecchia ape genovese anche questa importata nei primi anni del 800 venuta alla ribalta per il disastro muostroso accaduto per l'incendi in Australia. Quasto ecotipo genovese di ape ha avuto la fortuna di essere allevato su una della tante isole australiane quindi isolata dal resto del continente australiano ha mantenuto la sua integrità genetica..............Volerei per vederle come sono............... :wub:

 

Vi voglio bene Bringantacci........... :P :friends: :hug.

 

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