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La “mia” Calvana... la mia palestra di natura vicino casa.


Gibbo

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41 minuti fa, roberto ha scritto:

? . . .c'è da trovare il modo di tornare a fare uno scambio culturale . . . ?

riguardo la reciproca frequentazione di ambienti "indigeni" 

Sarebbe davvero il tempo ?

14 minuti fa, funghimundi ha scritto:

sai cosa "mi dispiace"?
che mi sono bruciato un po' di sorpresa di ciò che hai scritto a causa di recentissime letture

ma so benissimo che, come già hai iniziato a fare, aggiungerai tante di quelle conoscenze ed emozioni che ci stordirai: e io non vedo l'ora!!

 

poi te l'ho detto no? ?

 

Tranquillo ho controllato. Sono ottimamente fornito a riguardo tra foto e racconti interessanti ??

questa foto per ribadire che i sassi sono il simbolo di questi luoghi... 

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Mentre passeggiavo ho visto davanti a me una delle tante “cementizie” della zona e mi son resi conto che a riguardo della pietra Alberese di cui è costituita la Calvana non ero stato completo. Allora.... intanto questo Alberese è costituito da carbonato di calcio (calcare, tipo quello di stalattiti e stalagmiti per capirsi) e di argilla (e da questa si capisce perché il terreno del mio orto passa da fango a pietra) ?

con questa pietra si produce cemento e calce idraulica. 
In Prato molti edifici son costruiti in pietra Alberese, dalle case-torri al Castello.... 

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Le sorgenti della Calvana sono fortemente calcaree proprio a causa della tipologia di roccia di cui parlavamo. Ed i torrentelli che vi nascono hanno la caratteristica di pietrificare ogni cosa che vi si immerga per un po’ di tempo. 
 

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2 ore fa, Bariga il Moro ha scritto:

Posti stupendi, da calcare insieme...... Ma che stupenda bottiglia.... 

si fa di fa... sicuramente si fa!! 

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Le piante che vi troviamo sono in gran parte messe dall’uomo in epoche recenti, i Cipressi erano amatissimi dai Medici e ne tappezzarono i dintorni di Firenze. Qui ne troviamo in grande quantità. Assieme all’onnipresente erica arborea fiorita e roverella. 

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I caratteristici pratoni sommitali sono circondati da noccioleti e pino nero, ma vi troviamo veramente un po’ di tutto, compreso l’Abete bianco e il faggio. 
L’ornello è comune a tutte le altezze e nei tagli è la pianta che per prima innalza le sue fruste al cielo. 
Qui nella foto un bosco di quercia e ornello con cespugli di erica arborea e pungitopo. 

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Edited by Gibbo
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L’ornello (Fraxinus ornus) lo si riconosce facilmente perché ha questa crescita cespitosa ed una buccia chiara con riflessi argentati, tipo faggio. 

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53 minuti fa, Gibbo ha scritto:

L’ornello (Fraxinus ornus) lo si riconosce facilmente perché ha questa crescita cespitosa ed una buccia chiara con riflessi argentati, tipo faggio. 

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. . . ho conosciuto la sorella . . . ?

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