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funghimundi

Consiglio Direttivo APB 2025
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  1. ecco l'articolo comparso su corriere.it http://www.corriere....684210d8b.shtml l lupo torna a essere una preda (ma quei fucili sono un errore) Voto alla Camera: caccia possibile se attaccano bestiame Di DANILO MAINARDI La commissione Agricoltura della Camera ha approvato martedì all'unanimità un documento ove si consentirebbe, se diventasse legge, l'abbattimento dei lupi «per prevenire danni importanti al bestiame». Tutti d'accordo: un documento bipartisan. Tutti d'accordo, però, all'interno della commissione, ma non tra gli studiosi di ecologia e tra i difensori, questi in un'ottica animalista, dello splendido e prezioso predatore. Si sono subito fatti sentire, e assai criticamente, il presidente della Lipu Fulvio Mamone Capria («È scioccante leggere che il principale problema per l'agricoltura italiana sia il lupo, definito un "terrore", con una criminalizzazione inaccettabile») e il consigliere nazionale dell'Enpa, l'ente nazionale per la protezione degli animali, Annamaria Procacci («I danneggiamenti imputabili ai lupi valgono appena cinquantamila euro in tutto il territorio nazionale»). Altre voci dissenzienti certo non mancheranno nei prossimi giorni. Occorre dire, a commento, che il documento ancora una volta sottolinea la non volontà, oppure forse l'incapacità politica, di affrontare un problema della natura mirando a far le cose come si dovrebbe, cioè secondo scienza e ragionevolezza. Prevalgono invece la faciloneria, l'approssimazione e, purtroppo, l'idea illusoria che, usando metodi drastici e rifacendosi a un malinteso buonsenso, si possa ottenere qualcosa di efficace in ambito naturalistico. Non è così. Basta vedere come, con la «saggezza del buon senso», sono stati ridotti i nostri pescosissimi mari, o le nostre città, dove ci si continua a illudere che, se i colombi sono troppi, basti eliminarne un po'. Il fatto è che per gestire gli equilibri naturali occorre pensarci per tempo, un po' di sacrifici e, fondamentale, che le azioni intraprese vengano fatte proprie dalle popolazioni umane coinvolte. Il che prevede un'opera a lungo termine di divulgazione, di coinvolgimento e di accettazione delle soluzioni da parte della collettività. Ciò, ovviamente, in cambio di qualcosa di palesemente utile. Così come è quando si mira al raggiungimento degli equilibri naturali. Ed ora è la volta del lupo, che da decenni sta ricolonizzando il nostro Paese, che da tempo soffre per l'innaturale proliferare di cinghiali, cervi e caprioli incautamente liberati a scopo venatorio e sfuggiti ad ogni controllo. Il lupo, si potrebbe dire, sarebbe, con altri grandi predatori come la lince e l'aquila, un poco anche l'orso, l'unica soluzione. Ma il lupo, in un ambiente antropizzato come il nostro, va gestito bene e per tempo. La gente deve imparare a convivere con lui e lui, il lupo, animale intelligentissimo, pur esso deve imparare. Ciò può avvenire ed esistono esempi che lo dimostrano, a cominciare dai lupi di Yellowstone e dagli allevatori che pascolano il loro bestiame ai margini di questo antico luogo naturale. Occorrono però (siamo sempre lì) buone leggi. Per esempio: se i lupi fanno un po' di danni lo Stato deve provvedere senza troppa burocrazia e in fretta a rimborsare i danneggiati, che in genere sono persone semplici e che non hanno tempo da perdere. Solo così si può ottenere qualcosa, che però non sarebbe qualcosa da poco. Sarebbe l'equilibrio della nostra natura. Senza il lupo non si può. 27 luglio 2011 08:00
  2. NO! scusa se lo dico con enfasi ma su queste cose è bene essere chiari. Il lupo in Italia non si è mai estinto (documentati e vedrai che ho ragione) ne tanto meno è stato reintrodotto su questo ultimo aspetto prova a rispondere alle seguenti domande: 1) chi alleva lupi? 2) chi cattura lupi a scopo reintroduzione in altri ambienti? 3) quanto costerbbe una operazione di reintroduzione? 4) chi potrebbe farla sotto il profilo delle capacita? 5) chi ha le risorse economiche per farlo? qualora a tuttte le opzioni di cui sopra si possibile rispondere "si" (magari motivando eh ....) rimane un ultimo e importante quesito: chi lo vrebbe poi fatto in Italia? certamente si suppone/accusa un ente pubblico (parco?); e perchè non lo avrebbe mai detto? mica c'è ilsegreto di Stato su operazioni come queste. Piaccia o meno la pastorizia, iniziata con la domesticazione dei primi ovini nel vicino oriente nel 2050 a.c. circa, è arrivata sino a noi senza soluzione di continuità insieme alla presenza di Canis lupus, mai estinto in Italia come in altre zone europee, asiatiche e del nuovo mondo, nelle quali ha sempre convissuto (con difficoltà certamente) con le attività zootecniche. Marco p.s. non solo l'ho pensato che un allevatore può amare i suoi animali, ma ne sono talmenete convinto che ancora mi emoziono ed anche esalto tra avini e bovini allevati; il fascino per questi anaimali ha segnato la mia coscineza di bambino e poi la mia vita professionale dai tempi della tesi universitaria durante la quale ho convissuto con un gregge di agnelli .....
  3. non siete normali! e nenache i vostri boschi lo sono ... non siete normali! e nenache i vostri boschi lo sono ... non siete normali! e nenache i vostri boschi lo sono ... non siete normali! e nenache i vostri boschi lo sono ... non siete normali! e nenache i vostri boschi lo sono ... non siete normali! e nenache i vostri boschi lo sono ... non siete normali! e nenache i vostri boschi lo sono ... non siete normali! e nenache i vostri boschi lo sono ... non siete normali! e nenache i vostri boschi lo sono ... non siete normali! e nenache i vostri boschi lo sono ... non siete normali! e nenache i vostri boschi lo sono ... non siete normali! e nenache i vostri boschi lo sono ... non siete normali! e nenache i vostri boschi lo sono ... non siete normali! e nenache i vostri boschi lo sono ... non siete normali! e nenache i vostri boschi lo sono ... non siete normali! e nenache i vostri boschi lo sono ... non siete normali! e nenache i vostri boschi lo sono ... non siete normali! e nenache i vostri boschi lo sono ... non siete normali! e nenache i vostri boschi lo sono ... non siete normali! e nenache i vostri boschi lo sono ... non siete normali! e nenache i vostri boschi lo sono ... non siete normali! e nenache i vostri boschi lo sono ... non siete normali! e nenache i vostri boschi lo sono ... non siete normali! e nenache i vostri boschi lo sono ... non siete normali! e nenache i vostri boschi lo sono ... non siete normali! e nenache i vostri boschi lo sono ... non siete normali! e nenache i vostri boschi lo sono ... non siete normali! e nenache i vostri boschi lo sono ... :biggrin: bravi ragazzi! maro' che funghi ...
  4. ... nel suo bel contesto 'notte
  5. 4° e ultima località "Canalaccia" (e prima o poi vi racconto una storia ...) 44°14'47" N 10°31'11"E 1.210 m slmm
  6. ... nella nebbia del mattino ...
  7. sempre lei, di fianco all'oratorio dedicato al santo modenese
  8. 3° località San Geminiano 44°23'16" N 10° 30' 00" E, 1454 m slmm
  9. 2° sempre a Cà del Pella, la fontana più recente nella 'nuova' strada
  10. sempre lei; nella casa intonacata ho passato tra le notti più silenziose della mia vita
  11. contribuisco con altre quattro fontane che mi sono familiari, tutte in comune di Frassinoro (MO) 1° località "Cà del Pella" di Piandelagotti, 44°13'26" N 10°30'42"E, 1.320 m slm fontana nel nucleo storico attraversato dalla via Bibulca
  12. bravo Luky!!! bravo Gianluca!! e bravi pure moglie e gatto! davvero una bella storia
  13. QUI potete leggere una risposta di fausto Giovanelli, presidente del Parco nazionale Appennino tosco emiliano
  14. fontana dell'Imbrancamento, comune di Frassinoro, provincia di Modena 44°11'48.61"N; 10°30'23.52"E; 1352 m slmm, oggi il tubo è cambiato
  15. verde maturo
  16. cavalli al riposo d'ombra
  17. funghimundi

    ZOO

    è quello che mi dico un giorno si e uno no ....
  18. funghimundi

    ZOO

    an vedi quella spudorata della ballerina che fisichetto che ha messo su ..... si vede che le cure prossimo-parentali cui ho assitito hanno avuto un ottimo effetto : ora però vi voglio veder con le lezioni di volo ..... :biggrin:
  19. ascoltare e riflettere: questo è un gran bel parlare che fa di te la bella persona che ho sempre intuito anche se troppo poco frequentato vedremo di recuperare ascoltando e riflettendo insieme e naturalmente anche banchettando copiosamente!!
  20. si diceva: "E' dovere della regione tutelare gli allevatori e gli agricoltori prevedendo sostegni economici per i danni subiti" ..... dal portale della Regione Emilia-Romagna dedicato all'agricoltura: "Danni da fauna selvatica: la Regione risarcisce 1.847.000 euro 07/12/2010 Bologna – Quest’anno la Regione risarcirà il 100 per cento dei danni certificati alle produzioni agricole causati, durante l’annata agraria 2009-2010, dalla fauna selvatica: in tutta l’Emilia-Romagna verranno così indennizzati gli agricoltori per un totale di circa 1.847.000 euro, pari all’ammontare delle devastazioni registrate sulla base degli accertamenti effettuati dai tecnici delle province emiliano-romagnole. In particolare si tratta delle perdite di produzione provocate, nel corso del 2010, dalla fauna selvatica protetta sull’intero territorio regionale e dalle specie cacciabili alle colture ed agli allevamenti ittici che ricadono all’interno di parchi, oasi, zone di ripopolamento e cattura ed altri istituti di protezione, nonché quelli provocati dal piccione domestico e dalla nutria. Nell’annata agraria precedente i danni furono pari a 2.494.910 euro; nel 2008 ammontarono a 2.874.171 euro. “Per la prima volta dopo molti anni – ha dichiarato l’assessore all’Agricoltura ed alle Attività venatorie Tiberio Rabboni – la Regione Emilia-Romagna ha indennizzato il 100% delle perdite di produzione. Nel 2006 questa percentuale si era attestata al 50, lo scorso anno è arrivata all’80%. Si tratta di un risultato significativo dovuto sia all’aumento delle disponibilità finanziarie che alla concreta riduzione dei danni ottenuta con specifiche misure di prevenzione. Gli investimenti, realizzati negli ultimi anni, per il contenimento dei danni da fauna selvatica, stanno producendo i primi risultati concreti”. Si tratta di recinzioni tradizionali o in plastica, reti antiuccello, protezioni elettriche a bassa intensità, dissuasori acustici con emissioni di onde sonore di varia ampiezza o “grida” registrate di allarme o stress, oltre alle azioni di prelievo in controllo per riportare la densità della fauna selvatica a livelli compatibili con le caratteristiche del territorio. “Proseguiremo questo impegno anche nel 2011 – ha concluso Rabboni - e a questo scopo abbiamo incrementato le risorse destinate alle attività di prevenzione dei danni”. Gli agricoltori della Provincia di Bologna riceveranno indennizzi pari a 554.000 euro, seguiti dai colleghi ferraresi con 357.500 euro; chiude la classifica Rimini con 21.000 euro. Negli altri territori 199.000 euro andranno agli agricoltori di Forlì-Cesena, 126.000 euro a Modena, 94.000 a Parma, 48.000 a Piacenza, 221.000 a Ravenna e 224.000 a Reggio Emilia. Sono stati integralmente risarciti tutti i danni rilevati. /SM" commento: a volte basterebbe conoscere ciò di cui si parla ....
  21. ciao sesto pur rispettando le tue idee credo ci sia qualcosa da puntualizzare ciao ragazzaccio con amicizia Marco
  22. aggiungo un'ultima considerazione di carattere più politico; il consigliere regionale intervistato dice: "E' dovere della regione tutelare gli allevatori e gli agricoltori prevedendo sostegni economici per i danni subiti". Vero, infatti esistono (e quindi non c'è bisogno di prevederli); magari sono insufficienti e/o difficili da ottenere e su questo si può/deve lavorare "occorre quindi monitorare la situazione, monitorare il territorio. Non sappiamo neanche quanti capi sono presenti ..." Monitoraggi e cesnsimenti costano e non vedo chi altri potrebbe farli se non soggetti pubblici. dunque ci vogliono più denari ma la attaulità ci parla di tagli pesanti; c'è qualcosa che non quadra
  23. l'argomento è complesso e ci vorrebbe molto tempo per affrontarlo a dovere però qualche precisazione, almeno di principio, prova a farla - il concetto di "troppi", di "invasione", e di conseguenza di "equilibrio": chi lo conosce? chi è in grado di stabilirlo? quando una popolazione di lupo può essere definita eccessivva? rispetto a cosa? domande i cui tentativi di risposta necessitano di conoscenze non banali (ecologia, dinamica delle popolazione, modelli preda-predatore, etc) e richiedono certemente prudenza nell'esito finale. La perla "il lupo si sta sovrappopolando e inevitabilemnte produce un'instabilità nell'ecosistema" (nel quale ovvimaente il nostro illuminato include anche aniamli allevati n.d.r.) è, secondo me, il classico esempio di uno che prende parole di cui non conosce bene il significato e le accosta in modo da ottenere un significato funzionale a una sua tesi. Sarebbe un pò come se io, volendo dimostare che il mio computer che usosolo per scrivere va cambiato, dicessi una roba tipo "le moderne tecnologie implicano di tenersi aggiornati con sistemi operativi, ma anche con processori, schede di memoria e altri dispoitivi, adeguati alla necessità di una lingua che evolve rapidamente in funzione dellle pressioni che su di essa esercita la poplazione giovanile": bella frase vero; ma che c***o significa? - attacchi su uomo: argomentaccio perchè stuzzica paure culturali fortissime e potrebbe esitare conseguenze disastrose quali quelle dei nuemrosi analoghi effettuati dal cane di cui le croncahe troppo spesso raccontano; non c'è invece nessun caso storico certo in Italia; a livello mondiale qualche caso si è invce registrato. Ritengo comunque che il rischio (cioè la funzione che il pericolo si manifesti) sia praticamente inesistente e incommensurabilmente inferiore a quello di cadute, o altri incidenti, cui si espone che frequenta boschi e dintorni - misure di mitigazione/prevenzione: esistono; come tutte le misure di questa categoria (pensiamo alla prevenzione di infortuni o incidenti stradali) richiedono risorse, volontà e costanza di applicazione, sostegno; tutte cose di cui vedo flebili segnali. Molto meglio "strillare", rivendicare, recriminare, etc - coesistenza attività zootecniche: certamente difficile ma altrettanto certamente possibile altrimenti la pastorizia, ad esempio, non si sarebbe mai sviluppata ne mantenuta per oltre 10.000 anni (!!). In termini economici i danni causati al settore sono del tutto trascurabili (certamente non lo sono per un singolo allevatore che li subisce) e ritengo facilemente "assorbibili" dal sistema e della collettività in generale e qui mi fermo. Certo che cercatori di funghi o altri amanti della natura cha hanno rinunciato alla passeggiate "per paura di incappare in un branco di lupi" se ne incontrano a bizzeffe. Putroppo è invece sempre più raro incontrare persone con responsabilità pubbliche che sostengano enormi stupiddagini. Ma guarda te come cambia il mondo!
  24. sull'articolo mi esprimo quando ho meno sonno 'notte
  25. no Luciano, dopo un peridodo lungo di neve abbondante i lupi sono bem pasciuti perchè trovano più facilmente il cibo che non trovano le loro prede cioè gli erbivori che appunto non trovano l'erba; non solo: gli erbivori sulla neve sono in grande disagio, se si escludono camosci e stambecchi, perchè con zampe sottili e zoccoli piccoli hanno mobilità limitata al contario del lupo che con i suoi piedoni si muove con facilità maggiore insomma gli inverni lunghi e con molta neve sono im realtà una manna per il lupo
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