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Doni

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Everything posted by Doni

  1. Persone in gamba come te sono davvero rare .....ovunque ma non in Apb
  2. posso capire meglio...ma tu hai disponibilità per alcuni reagenti , perchè noi spesso siamo alla ricerca di reagenti e l'unica ditta che li fornisce (quella da te nominata) ha di prezzi di spedizione improponibili.
  3. Tra i boleti ricorrono come ornamentazioni piccole squamale, tipiche del genere Leccinum, e gambi punteggiati o ancora reticolati, che mostrano cioè come delle maglie di una rete. Tra i lattari invece sono la presenza o l’assenza di colori soffusi oltre agli scrobicoli, piccole fossette, ad aiutarci a dare un nome alle diverse specie. Ma ci sono casi in cui un gambo bruno e fittamente peloso non lascia dubbi abbiamo davanti a noi una Tapinella atrotomentosa , da atro= scuro tormentosa= pelosa , che difficilmente potremo scordare e tra gli scapigliati abbiamo gambi squamosi comuni nel genere
  4. Ma una volta scelto il colore innumerevoli sono gli stili di abbigliamento (= ornamentazioni) e qui davvero i funghi si sbizzarriscono e non poco. C’è chi preferisce lo zebrato che nel genere Macrolepiota diventa anche un elemento molto utile per distinguere le specie ottime commestibili dalle tossiche, queste ultime infatti sono prive di zebrature e se il gambo viene scalfitto ad esempio con un’unghia mostra un tipico arrossamento. Zebrature sui toni verdi presenti anche sulla mortale Amanita phalloides possono essere un altro carattere che ci mette in allarme poiché nei verdoni (Russula
  5. dove eravamo rimasti? a si: Nella norma si tratta di tipetti ben in forma (gambo cilindrico) ma non mancano quelli che hanno perso la linea ed hanno gambi panciuti, così tipici tra i porcini, ci sono poi quelli a forma di fuso o ancora con la base slargata simili ad una clava (clavati), alcuni poi presentano alla base dei veri e propri bulbi (gambo bulboso) come in molte amanite . In fatto di colori ognuno sceglie secondo i propri gusti e se il bianco e l’avana prevalgono non mancano colori più accesi come il giallo zolfo del Tirhcoloma sulfureum o di alcune Hygrocybe, ma in questo g
  6. Grazie Carlo Allora continuo, ho trovato una foto di alcuni primordi di macrocephalus e la inserisco
  7. se qualcuno ha la foto di Melanoleuca brevipes o del Leucopaxillus macrocephalus e la vuole inserire a seguire aspetto a continuare, se no più tardi o domani vado avanti Ciao
  8. Tra i basidiomiceti (= funghi che producono le spore sui basidi) si trovano gambi quasi invisibili osservabili con la lente di ingrandimento ma non mancano appariscenti e lunghi gambi come nelle mazze di tamburo (genere Macrolepiota), che possono superare i i 20 centimetri di altezza.. Se c’è chi si esprime in altezza c’è chi lo fa in larghezza superando i 20 centimetri di giro vita (= diametro) come per il Leucopaxillus macrocephalus. A parte i tipi eccezionali di solito il gambo è ben proporzionato rispetto al cappello che sorregge ma non mancano casi in cui gambi corti debbano sorregger
  9. Il gambo, direttamente collegato al micelio (=parte sotterranea dell’organismo fungo), in genere è la prima parte del carpoforo a formarsi per raggiungere alla fine dello sviluppo misure e forme delle più diverse. Anche la sua posizione rispetto al cappello è varia: in genere è ben piantato al centro della sua base ma spesso è costretto dal substrato di crescita ad attaccarsi in modo strano avremo così un gambo eccentrico (= non in posizione centrale) o addirittura laterale come accade nel fungo lignicolo Ganoderma lucidum (foto).
  10. C’è l’esile e slanciato il tozzo e panciuto, l’elegante e lo scapigliato di cosa stiamo parlando ? del gambo. Sì di quella parte del carpoforo (=fungo) che forse attira poco la nostra attenzione ma che svolge l’importante compito di innalzare il cappello per far diffondere meglio le spore. Lo si vede bene osservando alcune specie del genere Helvella dove il gambo costoluto (= formato da più costole) si dirama a reggere la mitra (il cappello) a forma di coppa .
  11. così se a giungo potrò cucire sulla sua camicia scout la specialità di fotografadovrà dire un grande grazie a Giacomo
  12. Anche quando raccogliamo le famigliole uno sguardo alle lamelle è sempre d’aiuto, dobbiamo pensare che i chiodini (Armillaria mellea) hanno le lamelle bianche che a maturità si macchiano di bruno rossastro mentre se per caso abbiamo trovato la falsa famigliola (Hypholoma fasciculare) vedremo che ha lamelle di colore giallo evidenziatore che a maturità divengono verdastre o olivceo scure. Occhio quindi perché l’Hipholoma non è commestibile ma tossico eccco il fasciculare ie i chiodini avete notato quella polvere bianca sul cappello? si, sono le spore del fungo se vi va di
  13. Di certo quando raccogliamo i funghi le lamelle ci possono salvare la vita o quantomeno evitarci danni irreparabili: per esempio quando raccogliamo il Chroogonphus rutilus, questa specie ha delle lamelle aranciate che si prolungano sul gambo (decorrenti) e nel fungo maturo assumono da arancio che erano assumono una colorazione nerastra ciò è causato dalla deposizione delle spore che in questa specie sono appunto nerastre; ma se abbiamo per errore raccolto un Cortinarius speciosissimus semplicemente osservando le lamelle vedremo che sono giallastre, che non sono decorrenti e che al tocco ci
  14. Grazie. Allora vado avanti Perchè è così importante guardare le lamelle? La risposta è semplice le lamelle sono un aiuto davvero rpezioso: in alcuni casi ci consentono di riconoscere senza ombra di dubbio il fungo che stiamo raccogliendo. Per esempio se stiamo raccogliendo gli ovuli (Amanita cesarea) potremmo commettere un errore che ci costerebbe ababstanza caro scambiandole con esemplari maturi di Amanita muscaria, capita talvolta che perda le verruche per azione della pioggia o del vento, o ancora potremmo scambiarla con amanita crocea o con altre specie vicine ma se guardiamo le lame
  15. lla tavola di Gianni riassume bene tutto, grazie E' vero che le l'inserzione dell lamelle si può modificare con la crescita come ha notato Giacomo, perciò si pososno avre condizioni diverse ecco perchè nella descrizione di un fungo qualche volta si trovano annessioni diverse, in linea di massima è sempre bene oservare i funghi maturi (non vecchi) per avere tutte le caratteristiche. vado avanti?
  16. sono un misto tra adnate e sub-decorrenti che è tipico delle Russulales (Russula e Lactarius)
  17. Mi volete aiutare a finire questo post? Mi servirebbero le foto di Lamelle libere Lamelle adnate Lamelle decorrenti Vi va di inserirle? Poi possiamo vederne tanti altri tipi. inizio io con le lamelle libere
  18. E con il gambo come vanno le cose? Alcune preferiscono.. mantenere le distanze e allora si parla di lamelle libere come è per le amanite, gli agaricus e tante altre specie; altre invece si avvicinano sino a toccarlo e si parla allora di lamelle adnate, altre ancora dimostrano il loro grande filling per il gambo e scendono lungo di esso, prendendo il nome di lamelle decorrenti, come accade in tutti i cardoncelli. Infinite combinazioni di forme, colori e dimensioni oltre che odori sì avete capito bene perché spesso è proprio strofinando le lamelle che sentiamo l’odore farinoso, rafanoide o di
  19. Perfette simmetrie… La perfetta simmetria della loro disposizione affascina, talvolta sono così fitte da non riuscire quasi a distinguerle come accade nella Volvariella gloiocephala altre volte mantengono una certa distanza, che in alcuni è così grande da lasciar intravedere la parte del cappello a cui si attaccano, si dicono allora spaziate. Ci sono poi delle specie in cui tra lamella e lamella si creano dei ponti si parla allora di lamelle anastomosate come in Phylloporus (Xerocomus) rhodoxantus. Ci sono specie nelle quali alcune lamelle non raggiungono il gambo si pa
  20. Variopinte e spesso eteree come nelle minuscole micene o consistenti e spesse come negli igrofori, talmente fragili da rompersi al solo tocco come in alcune russale o resistenti, al tatto simili al lardo da cui il nome di lardacee, come nella pregiata colombina (Russula cyanoxantha), alcune sono poi così evanescenti che in poco tempo non solo cambiano colore ma si liquefanno come avviene a quelle dei coprini che per questo loro carattere erano chiamati funghi dell’inchiostro.
  21. Ovuli, prataioli, morette, famigliole, colombine, sanguinelli e pleuroti... cosa hanno in comune tutti questi funghi? La risposta è semplice, le lamelle. Linneo nel lontano 1700 li avrebbe messi tutti in un unico gruppo quello degli Agaricus, ma da allora la micologia ha fatto passi enormi ed oggi grazie alle moderne tecniche di studio si è giunti a descrivere oltre 10.000 specie di funghi a lamelle e ancora molti sono da scoprire e classificare. Ci sono oltre 200 generi (raggruppamenti di specie simili) di funghi con lamelle ciò fa comprendere quale possa essere la varietà di forme e
  22. sono molto carini e la silvia è daccordo con me un bacione alle zie o nonne
  23. Sono andata a ripescare questo lavoro che risale a 4 anni fa per vedere le date ho riguardato il testo che usavo come fonte per la storia della micologia ma qui non viene riportata alcuna data precisa solo si fa riferimento al 50 dC come data della pubblicazione della sua opera più famosa il trattato "Della materia medica , libri V" . Poi ho fatto un giro nel web ed ho trovato la frase è vissuto tra gli anni 60 e 78 dC probabilmente dubbi sulla reale data di nascita sono normali anche perchè wikipedia parla tra il 40 e il 90 dC circa e anche questo non andrebbe bene perchè avrebbe dovuto scr
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