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L’uomo che salì la collina e scese da una montagna


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Qualcuno si chiederà il perché del titolo, se avete visto il Film "L'inglese che salì sulla collina e scese da una montagna saprà già la risposta: l'amore per la propria terra.

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Edited by Vichingo
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In un caldo pomeriggio di maggio parto lasciando il profumo del maggese che sento dalle mie finestre verso i miei boschi con i soliti amici, innamorati come me di questa terra.

 

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Vogliamo raggiungere una riva del ramo portichetto, un piccolo affluente del Ticino dove sappiamo che possiamo trovare qualche fiorone, anche se so benissimo che sicuramente qualche "tesinat" sarà già passato ma non ci importa, saliamo sulla collina.

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Edited by Vichingo
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Il passo sicuro tra querce, biancospini il grugnire dei cinghiali e la vista di un capriolo che fugge davanti a noi ci sta gia ripagando della scarpinata, in questa afosa pianura dove i rovi e le ortiche ci rendono difficile il cammino.

 

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Siamo venuti in qui sulle ali del ricordo, questi erano posti in cui non venivo più da anni, ma che erano il mio quotidiano quando ero un ragazzo e non giravo mezza Italia a cercar funghi.

 

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Ecco poi cosa ci appare, poveri funghi che però per noi hanno un valore particolare, con questi ci facevamo dei gran bei risotti perchè i nostri amati erano rari invece loro erano abbondanti e siccome l’abbondanza allora non era di tutti ci si accontentava e si gioiva.

 

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Il lento scorrere del ramo mi riporta indietro dove il tempo di vita in questi luoghi era normale, ora solo un ritaglio fra mille impegni e loro i “papalacc” (fiori della robinia) erano il dolce primaverile, si finivano in pastella, a pensarci oggi vi verrà da ridere ma per noi bimbi era una festa.

 

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Questo è un posto incantato, l’acqua, l’albero, il piccolo fontanile, un simbolo di questa terra “piata m’è un tàul ma che piega la schéna” (piatta come un tavolo ma che piega la schiena), che nasconde i suoi segreti e lascia che pochi possano goderne, non senza sofferenza.

 

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non so perchè, ma ho la sensazione di partecipare insieme a voi gli odori di questi posti, odori meravigliosi di fieno,

di acqua che scorre e di quei maledetti impiastratori dei pioppi, con gli ultimi giorni ventosi che pareva di essere a Natale.

Grazie Giuan, un grande grazie a te che riesci a farci sentire e rivivere, e non solo vedere queste impressioni

:friends:

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P.S.

fiori di robinia, e prima ancora della glicine con la pastella, chi non li ha provati non sa cosa perde!

:cheer: :cheer: :cheer:

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