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Rassegna Micologica 32^ puntata


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Ciao Ennio,

più ti seguo e più mi rendo conto di quanto sia complicato e difficile districarsi

tra le varie specie, e gli agarici in particolare, che hanno somiglianze impressionanti.

Ho guardato diverse volte le foto del prataiolo e dell'agaricus pampeanus...e non

credo che saprei distinguerli in natura e senza un confronto diretto.

 

Per quanto riguarda l'amanita caesarea, ricordo di aver letto (ma non ricordo dove)

che stà lentamente scomparendo per via dell'aumento di azoto nei terreni.

Può essere vero?

 

:bye1: :friends:

Roberto

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Ospite Gessetto

Grazie Ennio, :0123:

 

Belle foto. :friends:

 

"Agaricus" dal mio prato.....solita passeggiata serale. :hug2:

 

Un saluto

Luciano :bye1:

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mi piacciono molto questi post anche se sono porcinaro incallito.........

complimenti a te x la tua preparazione e passione

in piu'quello che si evince dalle foto e'la notevole somiglianza tra le specie

che fa'ben pensarew di prestare molta attenzione a che si esercita nella raccolta di fughi atipici

 

ciao e grazie :friends:

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Ennio

 

Da scolaro indisciplinato non ho preso nota del nome del prataiolo di commestibilità dubbia, quello descritto in Argentina e sembrava raro in Italia, ma se si scambia con il campestris, e per uno come me si scambia che non ne hai una idea, a cosa si può andare incontro? un po di mal di pancia, che eviterei volentieri o altro?

 

 

Ciao e grazie ancora

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....perchè?

 

:bye1: :friends:

 

anche io me lo sono chiesto Ennio! e te lo chiedo :hug2:

 

9) una veduta della parte alta del paese di Tagliacozzo con la "montagna tagliata" che lo sovrasta, da cui il nome.

 

interessante, non lo sapevo anche se ho sempre sentito parlare di Tagliacozzo perchè è stata la sede

di una famosa battaglia (mi sembra romana)!

:hug2:

Marco

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Ennio

 

Da scolaro indisciplinato non ho preso nota del nome del prataiolo di commestibilità dubbia, quello descritto in Argentina e sembrava raro in Italia, ma se si scambia con il campestris, e per uno come me si scambia che non ne hai una idea, a cosa si può andare incontro? un po di mal di pancia, che eviterei volentieri o altro?

Ciao e grazie ancora

 

Agaricus pampeanus, se viene consumato a volte può provocare una leggera intossicazione (mal di pancia, diarrea, vomito, nausea) tutti malesseri passeggeri che svaniscono entro breve tempo senza lasciare strascici (purchè sia lui e non altri funghi).

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anche io me lo sono chiesto Ennio! e te lo chiedo :bye1:

Marco

 

Ciao Fistolino e Giancarlo (Nik),

l'Amanita caesarea (ma anche altre specie) è in costante diminuizione per diverse concause che si possono così sintetizzare:

1) fattori ambientali:

ovvero un susseguirsi ultimamente, di stagioni estive sempre più calde e con pochissime o scarse precipitazioni piovose.

2) fattore antropologico:

molti dei boschi ove crescevano abbondanti le Amanita Caesarea, sono soggetti negli ultimi anni ad un calpestio eccessivo dovuto alla massiccia presenza di cercatori, e quando si calpesta in tanti e per lunghi periodi uno stesso luogo, si finisce anche per distruggere i piccoli carpofori che stavano per spuntare dal terreno, si rovina il sottobosco il quale crea un delicato "effetto serra" protettivo per il micelio sottostante e per i giovani carpofori in formazione.

3) eccessiva e massiva raccolta:

diversi anni fà, quando in un determinato bosco crescevano 1000 Amanita e c'erano solo 10 cercatori, questi in media ne raccoglievano 100 a testa e non avevano certamente di che lamentarsi.

Ora nello stesso bosco (per i fattori sopra descritti) nascono solo 500 Amanita e i cercatori non son più 10 ma 500: capite bene che in media ne possono raccogliere al massimo UNA a testa.

Insomma! non c'è Amanita (salvo rare eccezioni) che non venga raccolta e che possa finire il suo ciclo biologico disperdendo nel terreno circostante miliardi di spore, alcune delle quali serviranno poi a creare da qualche altra parte un nuovo micelio, che prenderà il posto di quelli ormai vecchi ed improduttivi.

Se facciano 2+2 si può capire, anche in maniera semplice come mai questo fungo lo troviamo sempre più di rado.

un caro saluto,

Ennio.

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