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pietragi ha risposto a gava nella discussione Fotografia digitale e tradizionale: arte e tecnica
Crescila con cura e non esagerare nei boschi, guarisci per bene -
dalla collina al crinale...
pietragi ha risposto a square robin nella discussione Le Nostre Uscite - ANNO 2010
Roberto bella varietà di funghi primaverili, vedo che ti sei divertito Giovanni -
In discesa uso le rinnovate energie e la forza di gravità, correre in discesa sulla neve è bellissimo, basta lasciarsi andare Arriverò a casa quasi a buio, sentendo i lupi ululare, stanco, bagnato fradicio, sudato, affaticato, coi piedi a pezzi, ma ne valeva la pena. La mia non è stata una sfida, la montagna la amo ma la temo, se sono in compagnia vado con gli altri, ma se sono solo dico sempre dove vado e sto sempre sul sentiero, neve e sole sono un cocktail pericoloso, il tempo in alto cambia in fretta e quindi non rischio, anche se così facendo percorro quasi sempre le stesse strade, ma l'importante è sentire il bosco, portarne un pezzettino con me tutta la settimana e quando sta per spegnersi... tornare a riprendere un pezzo di quel fuoco. Un saluto a tutti ed alle prossime puntate Giovanni
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Di solito nel bosco non sono rude come altrove, ma di essere preso in giro non ne ho voglia ed allora sparo la domanda: "Scusate ma da dove siete arrivati con questo abbigiamento, che arrivate su alle 14?" Da casetta pulledrari (circa 90 minuti più in giù, senza neve), tutti di sentiero Sorrido, dico da dove sono venuto e inizio la mia discesa.
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Poi sento delle voci, sono toscani, ma non del posto, direi livornesi forse, ma non sono un esperto. Arrivano due coppie (sono già le 14) e li guardo arrivare, mi guardano un pò perplessi e rispondono al mio saluto, capiscono che sono emiliano e li vedo sorridere tra loro In effetti la differenza è grande, ognuno i loro avrà 1000€ di attrezzatura addosso, tra scarpe, ciapsole, pile superleggeri e ipertraspiranti, giubbotti per andare in antartide, piccozza da ghiaccio, zaini che ci sto dentro io. Mi guardo e faccio un conto che io avrò sì e no 100€ di attrezzatura addosso: scarpe 49€ (ma non tanto impermeabili :biggrin: ) calze 5€ costume da bagno 5€ pantaloni militari 10€ maglia di lana di quando ero ragazzo 10€ camicia di cotone per climi tropicali, di quelle che si aciugano in fretta (10€) Felpa mezze maniche ventennale 10€ Bandana 5€ Zaino vinto 15 anni fa ad un torneo estivo in spiaggia (a gratis) Mi guardo i piedi e sento arrivare il freddo alle dita e quindi è ora di tornare giù, bisogna pedalare perchè alle 17 è buio e quindi devo farcela in 120 -150 minuti
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il panorama è mozzafiato, mi piace tantissimo stare quassù da solo, anche se ci passa troppa gente e quindi te lo godi meno
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certo di neve ce n'è tanta, ma mai come l'anno scorso, non trovo le foto, ma la neve arrivava al tetto della casupola più bassa i tavoli da picnic sembrano un gelato ricoperto
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La strada scende e poi risale, l'ultima rampa è micidiale per le mie gambe affaticate. Ad ogni passo non sai di quanto sprofonderai, se ti va male oltre il ginocchio, se va bene a metà polpaccio. Tirare fuori le zampe è sempre più difficoltoso, sia per il mio peso, sia per la tanta neve che mi porto dietro attaccata Arrivo al mio obiettivo in 1.40h rispetto ai 50 minuti previsti dal CAI, ma ci arrivo, nonostante i turisti della domenica che provano a scendere col bob in mezzo ai faggi e gli altri scienziati che ci provano con gli sci e che poi si trovano in mezzo al sentiero e non sanno dove andare. Nel dubbio mi fermo e osservo con in mano il mio bastoncino portafortuna, fidarsi è bene, ma andare in ospedale per colpa di altri non è nelle mie corde e alla peggio sono pronto a disincentivare il contatto :biggrin: Arrivo al rifugio tutto sudato e mi godo il panorama mentre mangio un paio di panini e mi disseto
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80-90 minuti ed arrivo alla prima tappa, ogni metro in salita è sempre più innevato, non ho l'attrezzatura adatta la neve è bagnatissima e si incolla alle scarpe, ai calzettoni, ai pantaloni, formando blocchi di neve che sciogliendosi con il calore che sprigiono da buon vecchio diesel mi bagna del tutto fino al ginocchio. Per fortuna che non c'è vento, è freddo, ma chi come me suda molto deve stare leggero in salita, l'abbigliamento ormai lo conoscono tutti, è quello di Vallombrosa, ma sudo lo stesso. Ad ogni passo affondo fino al ginocchio e questo mi fa consumare un sacco di energie. Nonostante la fatica arrivo a 150 mt dalla vetta (come dislivello) negli orari previsti dai sentieri con il bel tempo e penso che forse ho esagerato L'obiettivo è a 50 minuti, ma so che ci vorrà di più, ora il percorso è fuori dal bosco e quindi ci sarà più neve...
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... dopo due settimane un lutto familiare di Alessandra mi lascia solo tutto il sabato e quindi decido che la giornata può valere una gita senza auto in un posto che ferquento con la neve tutti gli anni. Però quest'anno decido di partire dal paese e di arrivare in cima, un tragitto bello lungo. Bella giornata fredda, ma soleggiata, parto senza neve e ovviamente dimentico le ghette... le metto anche ad andare a letto oramai e me le scordo la volta che servono davvero. Gambe in spalla e via, dopo 50 minuti sono all'osservatorio e mi accorgo che non ho le ghette (me ne accorgo perchè c'era la neve) Decido di proseguire e di arrivare fino a dove riesco, al massimo abbasserò l'obiettivo di arrivo Il paesaggio è meraviglioso
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ma pensa che te che razza di sorpresa, a volte si gioisce per queste piccole cose, questo boschetto sembra avermi voluto premiare per i tanti chilometri fatti in lungo e in largo ci sono alberi strani, quasi contorti, mi piacerebbe sapere se è un carpino
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a forza di andare su e giù vedo una macchia chiara, mi sembra quasi impossibile, geotropa fradicia (ma l'anno prossimo so dove cercarti)
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Ecomi qui, come al solito in ritardo, a condividere qualche uscita. Ogni settimana si esce e si va nel bosco, indipendetemente dalla stagione, dal meteo, dal fatto di essere solo o in compagnia... è difficile da spiegare, ma anche molto semplice, dopo una settimana di stress da lavoro e responsabilità ho il bisogno fisico di staccare la spina, di ritrovarmi a passeggiare in un altro mondo che non mi chiede quello che ho, ma di essere solo me stesso. E così il 2 Gennaio sono già a passeggio nei miei boschi, la stagione dei funghi è finita da un pò, ma sono convinto che ancora qualche sprazzo di vita si possa trovare ed allora parto all'esplorazione di pezzi di bosco ignoti, di alberi non tanto diffusi, armato di digit e di tanta curiosità e voglia di faticare. Percorro il bosco non dal basso in alto, ma lo circumnavigo, è strano, fa male ai piedi, ma devo sapere se c'è vita. E infatti sotto gli unici due pini del bosco, trovo un tricholoma, fradicio, ma una sorpresa per me
APasseggionelBosco ODV
