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Tutti i contenuti di pietragi
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...è soltanto un rimandare.
pietragi ha risposto a gava nella discussione Vivere la Montagna ed i suoi Paesaggi
Gran belle foto di un angolo di Appennino molto suggestivo. Molto bello il motivo per cui vi siete ritrovati Giovanni -
pentax optio 330
pietragi ha risposto a Alpis63 nella discussione Fotografia digitale e tradizionale: arte e tecnica
Ale sono contento per te, ma lasciatelo dire, un pò di cubo ce l'hai avuto :biggrin: -
Ciaspolata a Forca Canapine 2011
pietragi ha risposto a MENISCO nella discussione A passeggio con gli Amici di Apb
bella uscita Giovanni -
i monti di Leonessa
pietragi ha risposto a leona nella discussione Vivere la Montagna ed i suoi Paesaggi
Leonardo grazie di averci riportato in questi splendidi posti che si vede tu ami Giovanni -
Ciaspolata a Forca Canapine 2011
pietragi ha risposto a MENISCO nella discussione A passeggio con gli Amici di Apb
Bell'incontro inter regionale, non c'era tanta neve, ma la gironata era splendida Giovanni -
Da mattino a sera, bella esperienza e bei colori in questi momenti della giornata. Grazie Moro
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Ah Marì bello il video, ma quel pozzo non mi attira proprio :biggrin:
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A bocca asciutta...
pietragi ha risposto a mario nella discussione Fotografia digitale e tradizionale: arte e tecnica
Bello Mario, hai colto l'attimo giusto :biggrin: -
Solite tradizioni, soliti massacri
pietragi ha risposto a Pacman nella discussione Natura da amare e proteggere
dispiace vedere 'ste cose -
Sono contento che tu abbia apprezzato il topic e questo racconto molto personale A presto
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Maurizietto mi fanno molto piacere le tue parole, non sia in questo periodo come mi scaldino il cuore e sono contento che lo vedi come un topic un pò malinconico da leggere in queste sere. Certe cose fanno più piacere se dette da amici come te e sai quanto sono legato a voialtri mattacchioni dal grande cuore A presto Giuliano ho piacere che tu mi abbia conosciuto di più in questo modo, ma ci saranno anche altre occasioni per farlo di persona Marco è un bellissimo augurio quello che mi fai e lo ricambio perchè so quanto ami il bosco... e poi spero che prima o poi rifaremo due apssi assieme
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Grazie Luciano anche a me piacerebbe stare di più nel bosco Intendevo che non tutto quel gruppo di laberi è bello da vedere, di certo non l'acacia e la quercia, ma la betulla è un bell'albero, come il pino. Comunque complimenti... ho visto che citi alla grande :biggrin: Mi fa piacere che tu sia stata lì ad "ascoltarmi", un pò come vecchi amici davanti al camino
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Grazie sono contento che hai apprezzato e sai che quando scendo da voi non lo faccio per i funghi, ma per la compagnia che mi assicura una giornata divertente di sicuro Giovannino ... :biggrin: non è stato facile aprirsi, ma era giunto il momento e sono davvero molto contento che hai colto alcuni aspetti, ma su di te non avevo dubbi Mario mi fa piacere averti lasciato qualche emozione e mi fa piacere che in qualcosa siamo simili (purtroppo non come fotografi :biggrin: ), diciamo che l'ultimo tuo post mi ha dato la spinta per un'idea che avevo da tempo e doveva solo maturare un pò...
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carletto Ultima lettura: gen 20 2011 14:55 Blocca pietragi Ultima lettura: Oggi Ma per caso Carletto mi ha bloccato? Ho visto che la scritta blocca negli MP con altri utenti non me lo dà. Grazie
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Che fungo è?
pietragi ha risposto a lucio60 nella discussione Funghi da determinare e da riconoscere
Non ne ho la più pallida idea, ma il colore è molto bello -
Non so aiutarti, ma è carino Giovanni
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...è soltanto un rimandare.
pietragi ha risposto a gava nella discussione Vivere la Montagna ed i suoi Paesaggi
Attendo le foto -
Siamo arrivati in fondo, volevo parlare di bosco e delle mie emozioni, so che mi sono dilungato, ma spero che nessuno si sia annoiato. A presto Giovanni
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17.Luci e rumori La luce nel bosco è sempre mutevole, la mattina la luce è tenue, diventa più forte col passare delle ore, poi si inizia a non vedere bene il terreno e piano piano viene il buio (almeno con la bella stagione). D’inverno invece i cambi di luce sono più improvvisi e bisogna fare più attenzione all’orologio. I rumori del bosco sono diversi, gli uccelli che segnalano il tuo arrivo, gli animali che scappano o partono al galoppo, i fruscii delle foglie, i legni che si spezzano quando li calpesti, le voci e i richiami degli uomini, il rumore dei ruscelli che scorrono a volte placidi a volte impetuosi, il rumore della pioggia sulle foglie, il silenzio che precede la pioggia. Poi gli animali: caprioli, cinghiali e scoiattoli capita spesso di incrociarli, specie quando non è stagione di caccia o di funghi, con la neve è facile cogliere le orme di qualche lupo, su terreno bagnato o sulla corteccia degli alberi può capitare di vedere i segni del passaggio di un cervo, così come è possibile ritrovare qualche aculeo di istrice. Sicuramente mi sono scordato qualcosa, ma la varietà è incredibile e non si può ricordare tutto.
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16.Funghi difficili I funghi difficili sono i più belli, quando li trovi anche sull'asfalto non è molto divertente, quando trovi un fungo al chilometro ti devi ingegnare, devi ragionare, ci devi anche provare e rischiare posti nuovi alla ricerca di qualcosa di diverso. E le difficoltà scoraggiano i più e si ha il vantaggio di poter camminare in posti meravigliosi senza concorrenti (o quasi). Il fungo che ti fa tribolare ti lascia un ricordo molto speciale, ti sembra sempre più bello o più grande di quello che era, proprio perché sai quanto te lo sei dovuto sudare. E magari te lo godi per un po' prima di raccoglierlo, a volte lo noti con la coda dell'occhio o ne vedi solo un piccolissimo pezzo, altre volte lo intuisci per come sono messe le foglie. E i rigonfiamenti di foglie non sono quasi mai porcini, ma certe forme di foglie possono nascondere solo loro... Altre volte non ci sono segnali che ti guidano o non sei in giornata e sbagli a leggere i segnali… in quei casi anche un ritrovamento casuale ti può aiutare a ritrovare la concentrazione o a spingerti a ragionare meglio.
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15.Sorprese Il bosco è sorprendente, a volte vedi posti brutti o che sembrano troppo fogliosi e invece, in certe condizioni, anche quelli tornano buoni. Capita che cerchi in punti che ti ispirano e poi li trovi dove non ti aspetti, l'importante è adeguare il passo al bosco in cui ti trovi, andare veloci dove c'è tanta foglia significa non vederli. A volte ti aspetti qualche vecchione e invece trovi nuova vita, in questi casi bisogna studiare il perché, altrimenti sarà sempre un caso trovarli o no e spesso ci sono condizioni così difficili da capire che non trovi la risposta. A volte arrivi in una cova, sei solo nel bosco ed allora ci giri intorno, ti vuoi godere il momento dell'incontro, farlo durare di più, mi è anche successo di vedere spuntare gente all'improvviso e di vederli arrivare nel mio posticino "segreto" e stampare qualche bel fungo, provo amarezza lì per lì, perché quel posto lo sentivo solo mio, ma in fondo le sorprese non devono essere solo belle, da quelle brutte si impara di più. C'è l'anno dei porcini, c'è l'anno di galletti e trombette, insomma, se cambiano le condizioni tutto muta e sembra quasi di vivere in un mondo diverso da quello conosciuto. Ma in fondo le sorprese sono divertenti, no?
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14.Emozione Il bosco è soprattutto emozioni, magari la buttata è finita, incontri gente sconsolata col cesto vuoto e tu ci vuoi provare lo stesso. Certo in ambienti conosciuti è più facile, ma a volte sei in un bosco nuovo e lo esplori in fondo alla buttata, ci vuole coraggio e follia ad abbandonare i tuoi posti preferiti, in cui sai cosa puoi portare a casa e ti salvi sempre. Ed allora punti in alto, più avanzi e meno gente vedi, non mi è mai successo prima che l’altezza fosse un vantaggio nel bosco e noti all’improvviso forme note. La mia abitudine al castagno mi fa pensare male (fungo troppo vecchio e bacato!!), ma il faggio sa essere molto più sorprendente e ti sa ricompensare. E così magari una giornata iniziata male e passata a scappare dagli “inseguitori improvvisati” ti può far riempire il cesto per la prima volta nella vita ed è bello che sia successo quando non te l’aspettavi, a fine buttata. Ma non va sempre così, queste cose succedono una volta l’anno, le altre volte succede il contrario e ti devi saper accontentare perché in fondo ogni volta torni a casa più ricco.
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13.Fatica Ma il bosco non ha solo bei momenti: si suda, si ha freddo, si ha fame, ci si bagna, i piedi si inzuppano, le gambe si induriscono ed allora capisci che devi stare solo in posti più facili per non rischiare, a volte soffri la sete, altre volte senti i piedi rotti dalla fatica e sai che devi stringere i denti perché ti manca poco per il rientro. A volte sbatti la testa o un ramo ti si infila in faccia, un rovo ti avviluppa le gambe, ti ritrovi a scivolare sull’ortica o vicino ad un’acacia, ma il dolore fa parte della vita, come dicono gli americani “ no pain no gain” Non vorrei passare per Rambo, non lo sono, conosco i miei limiti, so cogliere i segnali che mi dà il corpo e che non sono sempre uguali di volta in volta, temo i pericoli del bosco e non avvicino mai il mio limite (o se lo faccio è per ignoranza). Ma solo un po’ di sana fatica mi fa apprezzare di più doni inaspettati, magari anche una giornata nera può migliorare all’improvviso solo perché sei stato testardo a provarci ancora.
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12.La soddisfazione di donare La fortuna di stare nel bosco secondo me va condivisa. Io ho fortuna che Alessandra ama il bosco e quindi condividiamo le uscite, i ritrovamenti, ci si chiama di continuo, ci si sfotte anche un po’, ma in realtà questo modo di stare nel bosco ci fa sentire uniti, anche se questo modo di cercare funghi è dispersivo, a volte ti attira concorrenti in zona, ti fa camminare di più senza risultato, ma è bello vedere un’altra persona che ti sorride soddisfatta. Quando trovo un fungo chiamo e mi fermo senza cercare intorno, attendo di vedere se vede il fungo anche Ale e a volte capita che lei arriva e fa il giro largo per guardare bene intorno ed impossessarsi di qualche fungo per poi prendermi in giro. E quando sono in giro da solo vuole aggiornamenti in tempo reale, altrimenti sono bacchettate sulle dita al ritorno! A inizio stagione spesso sono da solo, ma quando vedo segnali confortanti chiamo l’Ale e facciamo assieme la passeggiata tanto attesa. Poi una volta a casa porto sempre un po’ di funghi a chi non ha la possibilità di andarci e le persone che li apprezzano mi danno grande gioia perché vedo che sono contente: in fondo io ho fatto così poco… perché tanto nel bosco ci sarei andato comunque. E’ bello anche aprire i tuoi posti ai tuoi amici, non è facile fidarsi, ma a me piace pensare che quel poco che so è a disposizione degli amici.
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11. Gli orari Il bosco per me è un divertimento che non è legato ad orari. So bene che andare nel bosco dalle 7.30 alle 8 mi preclude molte possibilità di raccolta di funghi, ma in realtà non mi interessa granchè. Ormai so che ho la mattinata è dedicata alla compagnia di Alessandra e degli altri cercatori, il pomeriggio posso andare dove voglio, di solito in altri boschi, e godermi la quasi solitudine fino a che ce la faccio o ne ho voglia. Quando è freddo puoi andare dopo le 9 e tornare col buio (d’inverno si fa presto), d’estate le giornate sono lunghe ed allora anche il venerdì sera, quando arrivi alle 19, ci sono un paio di ore di luce e si può correre nel bosco e prendersi un’anteprima del giorno dopo. Forse la mia libertà è proprio questa: poter scegliere a che ora andare, quando mangiare e quando tornare e se ci penso bene, non mi è capitato tante volte nella vita di poter fare queste scelte…
APasseggionelBosco ODV
