Ennio Inviato 14 Novembre 2009 Inviato 14 Novembre 2009 Me so' scordato, guarda che nun so' Sampei, forse t'ha confuso l'accento, so' SESTO SENSO de nicche & GIANLUCA de nome & CIAO PRINCIPA' scusa Gianlù, sòccose che capiteno quanno se scrive de prescia, speramo che Sampè nun se la sia presa a mmale!!! Ennio.
mario Inviato 18 Novembre 2009 Inviato 18 Novembre 2009 Salve a tutti! Anzitutto: grazie atutti coloro i quali si sono impegnati in questa interessantissima discussione. Io ho esperienza diretta dell'A. Augustus a proposito del quale si può dire che il fortissimo odore anisato/mandorlato e le evidenti caratteristiche macroscopiche rendono il riconoscimento piuttosto agevole, almeno in presentazione classica (vi sono anche esemplari gracili o poco conformi il cui riconoscimento è un po' più difficile). Dal post finora emerge che: 1) odore gradevole e assenza di ingiallimento interno (quello esterno è normalissimo, anche forte, in molti agarici anche eccellenti, come l'arvensis e lo stesso augustus...) specialmente al piede, sono indicatori almeno della commestibilità positiva (il riconoscimento certo è poi un'altra storia, vistala grande varietà...). 2) viceversa, odoredi fenolo, iodio, inchiostro di china e altri parimenti sgradevoli, unitamente (ma basta questa caratteristica a mio avviso a sconsigliarne, anzi vietarne, il consumo...) all'ingiallimento alla sezione con particolare riguardo alla zona interna del piede, sono indicatori di non commestibilità.... Eppure: so di agarici non commestibili anche se dotati di buon profumo; e qui la discriminante (con quelli buoni) sarebbe la presenza di radicolette al piede.... Ennio, che ne dici? Grazie ancora per le tante delucidazioni... Mario.
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