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dati78

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    Rodano provincia di Milano
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    natura in tutte le sue estensioni, orto ,pesca, caccia. funghi
  1. Un interessante ritrovamento avvenuto nell'autunno scorso di amanita erytropochepala , in Liguria provincia di Savona, praticamente dove il primo scopritore ( Fabio Aste ) l'ha rinvenuta nel 2003. Nella fattispecie è stat ritrovata in 7-8 esemplari in tre ceppi differenti sotto castagno misto faggio alt. 500-600 metri. Molto simile alla sua gemella Flavoconia che vive in America , lo stesso scopritore non esclude che come per tutte le specie colonizzatrici , anche in questo caso qualche spora sia arrivata fin da noi...
  2. L’influenza della luce sulla crescita dei funghi. Molti di noi si saranno chiesti se la luce abbia qualche influenza sulla crescita, ovvero se le belle giornate di sole favoriscono lo sviluppo dei funghi, oppure non condizionino affatto le nascite. Bisogna dire che i funghi si formano e nascono principalmente al buio, ovvero sottoterra, è lì che si formano i piccoli primordi che poi si svilupperanno diventando oggetto delle nostre attenzioni. Ma non sempre è così , funghi come i chiodini, o i pioppini che nascono direttamente sul tronco subiscono la luce fin dal primo momento della nascita senza nessuna influenza. Ma allora perché quelli cresciuti alla luce come l’edulis diventano di un altro colore ? Ovvero sotto le foglie possiamo trovare dei boleti molto bianchi, e all’aperto invece di un bel colore marrone scuro. Andiamo con ordine, sappiamo che i prataioli ( agaricus bisporis ) che troviamo al supermercato sono coltivati principalmente nelle caverne, dove la luce non penetra ma la temperatura è costante e l’umidità si mantiene su livelli favorevoli. Eppure in totale assenza di luce crescono e si sviluppano in maniera ottimale. Ma stiamo parlando di funghi saprofiti e non simbionti. Ma in natura gli esseri viventi sono regolarmente influenzati dalla luce e non solo gli uccelli che migrano con l’allungarsi della luce verso nord , ma anche semplici piante dell’orto come la melanzana sono in grado di capire attraverso la luce se le giornate si allungano o si accorciano a seconda della stagione, infatti anche se abbiamo un settembre- ottobre caldissimo, la maggior parte delle solanacee dell’orto smetteranno di crescere. Quindi apparentemente la luce non avrebbe nessuna influenza diretta sul fungo, se non quella dell’apporto calorico fornito dai raggi solari, ma la colorazione si , quella può essere alterata perche la superficie pileica del fungo investita direttamente dal sole, varia la sua consistenza molecolare, praticamente le molecole restringendosi o allungandosi permettono il cambiamento del colore, e come se allunghiamo con l’acqua una tinta , questa si schiarirà, senza acqua il colore sarà più scuro. Eppure indirettamente la luce può avere sicuramente un influenza sulla crescita , dato che alle nostre latitudini con il sole avremo anche il calore e l’umidità. Le giornate piene di luce poi favoriscono la fotosintesi clorofilliana delle piante che sono quelle che danno da mangiare ai miceli, se le piante ricevono molta luce crescono bene e se loro stanno bene senz’altro trasmettono questo benessere ai miceli. Sotto quest’aspetto la luce influenza senz’altro la crescita, ma come effetto secondario, per il fungo restano fattori primari la temperatura e la relativa umidità. Vi sono posti in cui ognuno di noi ha potuto raccogliere bellissimi funghi cresciuti completamente all’ombra nel folto di faggete o abetaie. Vi sono annate come il 2014 in cui le giornate con copertura nuvolosa hanno prevalso in maniera considerevole, eppure sulle Alpi nel mese di Agosto tutti hanno fatto delle copiose raccolte. Non ultimo possiamo considerare il fatto che i funghi crescono anche di notte, non solo di giorno. E vero che molti funghi amano la temperatura costante con poco divario tra il giorno e la notte, ma è anche vero che altri crescono solo con un forte divario della temperatura , tra questi il noto chiodino. Quindi come al solito molte contraddizioni perché siamo tenuti a considerare tutti i funghi come un unico essere , ma le esigenze variano da specie a specie ed ognuna è diversa dalle altre. Ogni singolo fungo ha le sue esigenze in fatto di calore e umidità, e questa costante è molto variabile da specie a specie, e questo spiega come mai in certi momenti della stagione appare solo quel determinato fungo. Ma la variante luce è o non è determinante per la crescita ? Non ho certo la capacità di dare una risposta ad un quesito del genere, posso solo esprimere un mio parere, ci sono i funghi ipogei ( tartufi ) che non vedono mai la luce del sole eppure crescono felicemente, e prendono una colorazione da bianca a nera, senza nessun bisogno apparente della luminosità. Penso che la luce in se stessa non abbia la capacità di influenzare la crescita dei carpofori, molto più importante è il calore che il raggio solare è in grado di produrre. Mario Devo dire che a distanza di anni sono sempre più convinto che i funghi non hanno bisogno di luce per crescere.
  3. Forse ne avete già parlato ma ripropongo un quesito che mi sta a cuore. Nella moderna bibliografia non vengono riportate alcune specie di morchelle, come la rigida, la crassipes , hortensis ecc. ma la suddivisione rimane semplicemente in rotunda e conica. Sembra che oltre allo studio classico che si effettua al microscopio, adesso si sia passato anche al molecolare, e insigni studiosi non hanno riscontrato particolari differenze tra le specie sopra citate, quindi vengono classificate solo due specie distinte. In questa foto di una mia raccolta io identifico tre specie. La prima con gli alveoli piatti e la costolature sottile ci vedo la rigida La seconda la classica rotunda La terza con il gambo grosso e la mitra "spettinata " la crassipes Ora mi chiedo come mai in uno studio sempre più approfondito in cui si è arrivati addirittura al molecolare, non venga tenuto in considerazione la differenza morfologica ed esteriore dei funghi ? Che i tre funghi della foto siano tutti e tre solo morchelle rotunde ? Mi sembra alquanto difficile da digerire questo concetto, anche perché i funghi in questione vengono in periodi diversi e sono rinvenuti sempre nello stesso posto e sempre con le medesime caratteristiche morfologiche. Lo stesso discorso vale anche per il gruppo elata, quindi non capisco proprio come mai in una evoluzione continua nello studio dei macromiceti ci sia questa controtendenza.
  4. Alcuni amici trovano puntualmente degli edulis di colore verde grigio e si chiedono se sia una razza se stante naturalemnte come riportato nei testi per la il citrinum e albidum non viene riconosciuta come specie a se stante, resta il fatto che ci potrebbero essere delle teorie per dare una spiegazione. Savino il Maestro ha scritto: Invece per il grigio/verde sono due le fungaie dove lo abbiamo trovato , la prima nei pressi di un Ontano , la seconda vicino ad un Pungitopo , mai in castagneto o faggeta pura. Certo potrebbe essere, la teoria dell'assorbimento delle sostanze nutritive avrebbe in questo esempio un valido fondamento. Sappiamo tutti che per colorare le ortensie di azzurro ci vuole poco, con del fertilizzante a base di ferro si passa dal rosa al blu. Se ogni pianta ha dei fabbisogni differenti di minerali rispetto alle altre, logico pensare che l'ontano abbia dei requisiti nutrizionali differenti rispetto al castagno-faggio, così come sappiamo che le leguminose ( fagioli e piselli ) rilasciano azoto nel terreno, anche l'ontano se entra in simbiosi con l'edulis avrà uno scambio di nutrienti diverso rispetto alle fagacee. Ma come ci è arrivato il micelio dell'edulis a contatto delle radici dell'ontano ? Fantasticando posso formulare due ipotesi. 1) Il micelio primario si è sviluppato in castagno (faggio) nelle vicinanze, e alla morte di quest'ultimo essendo ancora giovane si è sposato con l'unica pianta a lui vicino che gli permetteva di vivere. 2) Il micelio primario è diventato bigamo e non gli bastava aver sposato una pianta sola è ha cercato nelle vicinanze un alternativa, ed ha partorito figli bastardi di una altro colore. Naturalmente questo è tutto da provare e ho cercato di spiegare in maniera allegorica il perché di questo cambiamento di colore, l'importante è porsi le domande e non tralasciare i particolari alla fine qualcosa di vero ci può anche scappare. e forse siamo riusciti a dare una soluzione al quesito di Paolo anche se questo è tutto da dimostrare è anche vero che non lo possiamo smentire..... uno stralcio di una discussione tra amici senza nessuna pretesa
  5. belle foto mi sembra per il leccinum lepidum o corsicum, e le morchelle hortensis e rotunda le dimensioni sono in relazione all'annata, speriamo che arrivino anche qua fino ad adesso in lombardia non si vede niente, dopo le prossime pioggie penso che arriveranno
  6. Belle orme mi piacerebbe sapere a che animale apprtengono
  7. ottime le foto ai gruccioni uccelli stanziali e di passo, io abito in provincia di Milano e ho potuto notare da diversi anni il passo dei gruccioni che avviene a maggio e fine agosto, dopo di che spariscono. curiosità sono apparsi da tre anni circa dei pappagalli, anche loro migratori e stanziali, di colore verde con il becco rosso la coda molto lunga e un volo rapido e zigazante come il becaccino, le dimensioni sono come la tortora, e cantano in continuazione, che sia una nuova specie coloniozzatrice ?
  8. Il boletus Luridus presenta un reticolo molto evidente di colore scuro e molto allungato, le celle non sono quindi tendenti al rotondo, ma molto lunghe, togliendo la spugna separabile dal cappello appare una colorazione aranciata tipica del Luridus, il cappello a differenza del calopus è piu ocra vellutato, tutti e due al taglio virano al blu, ma l'habitat del calopus è decisamente più montano, arrivando fino ai 1800 Mt. il Luridus è stato trovato spesso al livello del mare, secondo alcuni il Luridus è buono / ottimo doppo cottura il Calopus tossico spero di essere stato di aiuto ciao
  9. belle foto, bei ricordi, peccato che i nostri figli non possano condividere questi luoghi ormai sconparsi, ho potuto riconoscere, il frullino, l'avocetta , il combattenete, la pittima, minore e forse maggiore tutti appatreneti alla famiglia dei limicoli di cui fanno parte i vari piro-piro quello che più colpisce è il canto di questi uccelli, che ne fa individuare la presenza prima ancora di vederli.

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