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pietragi

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  1. per me li trovi, piano piano usciranno. Bona la ricetta, da provare
  2. Giacomo annata strana da dormienti, poca neve e di conseguenza boschi molto esposti a freddo e vento un po' ovunque. Una volta ci siamo incontrati e abbiamo fatto un giro assieme di qualche ora, ho un bel ricordo di quei bei boschi. Il dormiente è il fungo che preferisco per la ricerca, vuoi gli habitat, il risveglio del bosco, gli odori particolari del bosco.... ma temo che con la distruzione dei boschi di abete rosso vedremo sempre meno questi habitat e questi funghi, spero di sbagliarmi...
  3. Boh sei un gran girellone, ma le morchelle non mi piacciono e quindi vado a dormienti, sarò monotono ma mi basta quello
  4. Dispiace essere mancato, una zona molto particolare, da quel che vedo
  5. Fatte tutte le esplorazioni e bosco sofferente come a metà Maggio o giù di lì. Vento, caldo, poca acqua non vanno d'accordo con i funghi, men che meno con gli igrofori, io ho percorso in lungo e in largo il bosco e la situazione è abbastanza triste. Raduno sotto la pioggia credo
  6. Io sono di casa e quindi non sarò in albergo con voi, ma nel bosco e negli altri momenti ci sarò Domani e domenica comincio l'esplorazione dei boschi del raduno😀 Chiedo una cortesia: qualcuno mi può portare 100 semi per i pomodori tasca di montone che due anni fa mi è morto tutto?
  7. Bisogna girellare tanto per trovare queste piccole perle, non è per nulla facile
  8. Bravo Roberto anche senza neve bellissimi posti
  9. davvero una bella idea Giacomo, mi piace molto
  10. ho visto funghi più belli onestamente 😀
  11. peccato che abiti lontano, mi piacerebbe fare qualche uscita con un anziano😜
  12. Non sono sempre a 30 km, più facile sui 15-20 in media, poi quando ci sono funghi le percorrenze aumentano... da alba a tramonto o quasi Il porcino scatena la mia competitività e mi piace provare a preservare qualche posto dalle masse, anche se è un'utopia Diciamo che ho una concezione un po' cavalleresca del bosco, chi fa fatica merita, chi segue le onde o le mode o sporca non ha il mio apprezzamento Per i dormienti se ti va chiamami, ora che non so più a chi regalarli mi impediscono di raccoglierli o di portarli a casa...
  13. Caro Gelmo sembra ieri che mi affacciavo qui e cercavo di imparare, ora mi piacerebbe trasmettere qualcosa alle nuove leve... ma non ne abbiamo
  14. Non so se intendevi i tempi porcinari (anche se credo di essere più un marzuolaro che un porcinaro) o i tempi in cui si condividevano qui le nostre uscite... oppure altro
  15. Da qui in poi mi sono abbassato ma era tardi e i funghi non avevano la stessa consistenza, mi sono sentito quasi a disagio a portare a casa funghi ciucciati o con gambi secchi. Il faggio dopo tanti anni è diventata la mia dimensione e i funghi e le emozioni che mi ha saputo dare me li porterò dentro per tanto tempo. Sono cresciuto molto come fungaiolo, ho fatto un lungo percorso e ho ancora voglia di imparare, ma mai come nel 2024 ho parlato con persone nel bosco. Mi piace ascoltare gli anziani che parlano di funghi e di boschi, ma ancora di più mi ha scaldato il cuore che, per molti di loro, sono diventato uno di loro, non più il forestiero che si guarda con sospetto, perché molte volte, senza la passione e con così tanta fatica da fare la maggioranza rimane a casa e solo a vedermi lì ogni volta anche per pochi funghi riconoscono la spinta interiore che guida anche loro. Ricordo una mattina alle 10, con pochi funghi nel cesto, ma fatti a fatica quando 3 gg prima era buttata piena, un ragazzo di 25-30 anni si lamentava che erano finiti e che tornava a casa. Io ho continuato, caparbio come un mulo e ho arrotondato da lì in poi, ma ho ripensato a quel ragazzo che ha mollato e che era lì perché qualcuno gli aveva dato una dritta in rete. Vorrei dirgli di studiare e di finirsi le gambe perché i risultati si fanno in due condizioni: funghi difficili e funghi bacati. Quando i funghi sono ovunque arriva anche la massa e non ci si diverte più e solo i risultati molto sofferti sono quelli che ci ricordiamo e che ci fanno crescere anche come uomini.
  16. In una di queste uscite, in pieno giorno e con tanta gente sui sentieri, andando a razzolare nei fossi dove resta più umidità ho incrociato il secondo lupo della mia stagione, anche lui è fuggito a gambe levate. Non ho capito perché fosse così vicino ai sentieri trafficati dagli uomini, forse stava mangiando, ma non ho trovato resti, ma mi resta più dell’incontro che dei funghi di giornata. A fine Ottobre pensavo di chiudere con un cappotto e invece ancora una volta in alto e sotto foglia qualche fungo spettacolare per la stagione
  17. Ottobre è sempre un mese in calo per i boschi in alto dove il freddo e il vento tirano forte e quindi la gente cala e in diverse occasioni ci siamo ritrovati in 2 o 3, sempre i soliti e sempre negli stessi posti. Cadono le foglie i faggi assumono colori meravigliosi, diversi a ogni settimana, e non si può che andare a cercare gli ultimi, quelli che si nascondono sotto la coperta autunnale di foglie e se ne stanno al calduccio. C’è sempre un po’ di malinconia in Autunno perché la stagione volge al termine e ci si rivedrà l’anno prossimo, si spera.
  18. E quando a quasi un mese dai primi ritrovamenti pensi che oramai siamo a fine… basta andare a cercare gli ultimi alberi e faticare ad arrivare in cima e qualche sorpresa c’è sempre. Nonostante gli sforzi conosco tanti di quei posti che non riesco a fare tutto in giornata, nonostante ce la metta tutta e nonostante la fascite plantare che con plantari e terapie mi sta passando (ci ho messo quasi due anni). Certo con questi km i miei ex compagni Andrea e Carletto difficilmente escono con me…
  19. E ogni settimana qualche fungo che ti fa battere il cuore si trova, a dispetto delle poche piogge, del vento e di funghi che un po’ ovunque latitano. E il mio vicino fungaio che a ogni mio rientro mi chiedeva: “Sei andato a more?” E una volta visti i funghi mi diceva che in quel periodo ero l’unico ad avere funghi così belli, in un deserto generale. Vero o no, mi piace pensare che i funghi erano davvero belli, quasi tutti e che il suo è un riconoscimento per chi come me dopo anni inizia a portare a casa i risultati dello studio
  20. Ma il momento più bello è il cammino a buio, 40-45 minuti prima dell’alba a vedere la strada con i piedi e con l’istinto, ad annusare l’alba, a liberare i pensieri e lasciar correre fuori o stress e prendere il ritmo della natura. Spesso parlo con i miei cari che non ci sono più, a volte il buio aiuta a far correre qualche lacrima senza paura di essere visto e ogni volta non so quali pensieri e quali emozioni usciranno, ma mi fido e lascio correre i pensieri mentre mi avvicino alle fungaie. Anche il mirtillo che per i funghi ho sempre frequentato poco, ahimè, ma che in certe situazioni sa dare soddisfazioni diventa un luogo di ricerca, basta andarci nel giusto tempo e guardare con pazienza, senza bastonare le piante come spesso vedo fare
  21. E ogni volta, anche se passa una settimana, riparto da dove avevo lasciato qualcosa a crescere per capire come si è evoluta la situazione, quasi a ricongiungere un filo tra me e il bosco che si è interrotto per troppo tempo. E ogni volta dopo un po’, capisco come leggere la situazione, intuisco cosa è successo (acqua, vento, ecc,) e decido come muovermi. A volte ci si prende, a volte no, a volte allargare il giro aiuta a scoprire posti nuovi, a volte si aggiungono km per niente, ma nelle due coste loro ci sono quasi sempre, danzando tra bosco pulito, foglia e mirtillo, con le quote più alte che danno soddisfazione in ritardo. Alcune cove notevoli e che faranno funghi di nuovo a distanza di poche settimane
  22. Funghi di rara bellezza come solo i funghi di altura sanno essere, visto che crescono più lentamente E ogni volta quel lungo tragitto a buio prima dell’alba, superato da Mr J. che arriva a motore incurante delle multe che ogni tanto prende. E ogni settimana io e lui a frequentare gli stessi posti e a fare due chiacchiere, a sentirmi raccontare qualche balla da fungaio, lui che va ogni giorno e che non arriva in cima (per fortuna), ma che conosce tutti i posti migliori. Vederlo ogni volta cercare nella mia costa o nella costa a fianco (tanto il grosso dei funghi è uscito in due coste distanti 50 metri) mi ha fatto capire che dopo tanti anni di ricerca e di studio finalmente ho svoltato e ho imparato a leggere i dettagli di quel bosco che per me è magico perché lì sento la vicinanza dei miei genitori.
  23. Con questo bosco nascerà una storia di amore di due mesi e mezzo, con alti e bassi, ma con ritrovamenti ininterrotti: a volte bene a volte poco, ma sempre qualcosa, a volte con tanta gente (poche volte), a volte con meno persone, ma con pochi habituè da una settimana dall’altra. E nonostante il grosso della gente sia oltre confine dove è piovuto di più e ci sono i funghi anche all’abete, io proseguo con questo bosco e ogni tanto salto in un altro dove però non ho mai trovato la quadra con posti molto frequentati e dove non sono riuscito a fare la differenza nemmeno aumentando km, salite, dislivelli e pendenze, ma prima o poi ci arriverò. Aver beccato il momento delle nascite mi ha dato modo di studiare in lungo e in largo quei boschi e distinguere i posti primaticci, quelli che fanno una volta sola e quelli che ributtano a ogni pioggia, quelli più praticati e quelli meno frequentati, i posti più riparati dai venti che hanno tirato e quelli che invece vengono bruciati più facilmente. Insomma per uno che ha la mia passione è stato come vedere sotto un punto di vista diverso un vecchio amico che avevo frequentato solo per alcuni periodi e in certi punti, ma ora so che i funghi veri fanno altrove e solo a poche decine di metri da dove ero abituato a trafficare. A volte anche i caprioli se li fanno sfuggire o forse non gradiscono i rossi…
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