Fagus Inviato 4 Febbraio 2010 Inviato 4 Febbraio 2010 (modificato) Eccomi qui a raccontare di un'altra passeggiata sulla neve. Martedì scorso, una mattinata molto fredda ma limpida che invoglia a mettere le ciaspole e a perdersi nella neve. Scelgo un itinerario lungo ma semplice che mette al riparo da incidenti che in questi giorni possono accadere sull'Appennino a causa dell'instabilità della neve. Arrivo al Rifugio Alantino a Campo Felice quando il sole è già alto, ma fa ancora un pò freddo. Nella notte sulla piana la temperatura è scesa a 35°C sotto zero. Modificato 4 Febbraio 2010 da Fagus
Fagus Inviato 4 Febbraio 2010 Autore Inviato 4 Febbraio 2010 Inizio a ciaspolare in un deserto bianco. Vivo belle sensazioni.
Fagus Inviato 4 Febbraio 2010 Autore Inviato 4 Febbraio 2010 Mi fermo per riposare; espirando si formano cristalli di ghiaccio che fluttuano nell'aria. Seguo con lo sguardo le impronte di un leprotto sulla neve vergine.
Fagus Inviato 4 Febbraio 2010 Autore Inviato 4 Febbraio 2010 Le ondulazioni del terreno danno una sensazione di morbidezza che va a contrastare con lo sfondo roccioso del Monte Puzzillo.
Fagus Inviato 4 Febbraio 2010 Autore Inviato 4 Febbraio 2010 Non so se è per la bellezza del posto o per trovare la scusa per riposare, ma spesso mi fermo ad ammirare i posti incantati che mi circondano.
Fagus Inviato 4 Febbraio 2010 Autore Inviato 4 Febbraio 2010 Entro nella boscosa Valle Leona e la bellezza assume forme e caratteristiche diverse.
Fagus Inviato 4 Febbraio 2010 Autore Inviato 4 Febbraio 2010 Le radure che si incontrano invitano ancora a fare piccole soste e a godere in silenzio delle meraviglie.
Fagus Inviato 4 Febbraio 2010 Autore Inviato 4 Febbraio 2010 Arrivo al margine alto del bosco; c'è una luce molto particolare
Fagus Inviato 4 Febbraio 2010 Autore Inviato 4 Febbraio 2010 La vista ora si allarga alla valle circondata dalle bellissime vette imbiancate.
Fagus Inviato 4 Febbraio 2010 Autore Inviato 4 Febbraio 2010 Quel piccolo Rifugio Forestale potrebbe essere la mia meta. Incombono sullo sfondo le rocciose pareti del Costone Occidentale.
Fagus Inviato 4 Febbraio 2010 Autore Inviato 4 Febbraio 2010 La conferma del pericolo che avrei potuto correre se avessi scelto altri percorsi o itinerari si para davanti a me. La rottura della piccola cornice è stata causata da un animaletto che ha lasciato le sue orme sulla neve; fortunatamente continuano anche dopo il distacco, segno che si è salvato.
Fagus Inviato 4 Febbraio 2010 Autore Inviato 4 Febbraio 2010 Un'ulteriore conferma del pericolo viene da un boato che sento sulla montagna; la visuale però non mi consente di vedere nulla. Alla fine della giornata ne sentirò altri quattro. Sono impressionanti, sembrano esplosioni di dinamite, ma nel raggio di qualche km non c'è traccia di essere umano e dei suoi insediamenti, per cui deduco che sono piccoli distacchi di ghiaccio o neve che ripetutamente avvengono sui fianchi delle montagne. Un albero solitario sembra abbia fermato la tormenta dei giorni scorsi, facendo accumulare la neve nel dosso prospiciente.
Fagus Inviato 4 Febbraio 2010 Autore Inviato 4 Febbraio 2010 Ecco sono arrivato al Rifugio. Mi fermo un attimo per riposare.
Fagus Inviato 4 Febbraio 2010 Autore Inviato 4 Febbraio 2010 Sento di avere ancora forza nelle gambe e allora proseguo fino ad arrivare alla collina superiore da dove ora si intravede il tetto del Rifugio Sebastiani sito su una conca a 2102 metri di altitudine.
Fagus Inviato 4 Febbraio 2010 Autore Inviato 4 Febbraio 2010 Il mio GPS segna 1900 metri; non me la sento di salire ancora per 200 metri anche perchè si sta alzando un pò il vento e se dovesse rinforzare con queste temperature si soffrirebbe troppo, per cui decido di riscendere al Rifugio per mangiare i panini che ho portato con me. Qui al riparo dietro le mura si sta decisamente meglio. Mentre mangio sento un rumore di passi avvicinarsi. E' un altro appassionato che in solitaria ha voluto fare questa passeggiata. Dopo esserci presentati mi fa compagnia nella colazione. Eccolo qui: Pino un romano che ha deciso di abbandonare il caos della metropoli per tornare a vivere nella sua città d'origine, L'Aquila.
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