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Inviato

La neve di ieri, come quella di un mese fa è proprio la prima neve descritta da Mario Rigoni Stern.

Una neve farinosa, fiacca che si attacca agli scarponi e alle racchette da neve e ti affatica molto il passo.

 

Ma la soddisfazione di calcare per primi (o quasi) la neve appena caduta è troppo forte, .......e così ieri mattina si parte per una escursione a due passi da casa.

 

Destinazione: Monte Fior 1.824 m.

Partenza: Valle di Campomulo, 500 metri prima della casetta di partenza ex impianti di risalita "Salto degli Alpini"

Dislivello: 700 metri

Difficoltà: nessuna. Ci sono alcuni pendii ripidi, ma il percorso non presenta pericoli particolari essendo per la maggior parte su terreno aperto.

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Inviato

Attraversando un bosco di abeti rossi ci si dirige verso la pista di discesa in direzione Est.

Durante le escursioni con le ciaspole in inverno

non mi piace particolarmente percorrere sentieri

o strade forestali che attraversano i boschi,

mi piacciono molto di più i percorsi e le salite in "stile alpino".

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Inviato

Ma la situazione della neve ieri era tale che camminare nella neve

leggermente più ghiacciata del bosco rendeva il percorso meno affaticante.

Appena abbiamo potuto quindi abbiamo approfitatto della pista appena battuta

per salire il "salto degli alpini"

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Inviato

un pendio con pendenze di 40° - 50°

che in breve ci porta fuori dal bosco a quota 1.577.

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Inviato

Ora lo spazio aperto ci permette di scegliere la via di risalita

che riteniamo più idonea.

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Inviato

Alcuni scorci sulla cresta contro il cielo delle Melette

e gli evidenti impianti di risalita delle medesime,

sulla nostra sinistra

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Inviato

....accompagnano questa lunga e faticosa salita

che ci porta alla stazione a monte dei nuovi impianti.

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Inviato

Volgendo lo sguardo a sud, alla nostra destra,

cogliamo la piana dove sorgono Gallio e Asiago.

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Inviato

Ora siamo sulle Melette a quota 1.735

e il nostro sguardo può iniziare a spaziare a nord e a ovest

cercando di riconoscere le varie cime in un susseguirsi di splendidi panorami.

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Inviato

Dopo una breve sosta, riprendiamo il nostro cammino.

Ora dobbiamo perdere quota scendendo verso Bocchetta Slapeur

e l’omonima Malga a quota 1.628.

 

In lontananza, davanti a noi ancora distante, la nostra meta.

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Inviato

La Malga Slapeur è posta tra le Melette di Gallio e il Monte Fior

in un passo naturale che mette in comunicazione

la Val Miela e la Piana di Marcesina.

 

Nel 1986 furono reperiti in loco alcuni manufatti in selce

attribuibili al Paleolitico medio.

Questo darebbe adito all'ipotesi che cacciatori-raccoglitori

possano aver raggiunto la Piana di Marcesina da Sud,

seguendo la direttrice Vai Frenzela-Val Miela, per scopi di caccia.

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Inviato

Poco prima di essa, nei pressi di una lapide commemorativa,

un paletto con segnavia indica la direzione da prendere.......

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Inviato

....verso il bosco di abeti a sinistra della malga e dall’altro rocce e roccioni

che formano colonne di rosso ammonitico e che hanno indotto a denominare il sito “Città di roccia”,

e dove possiamo scoprire gallerie e caverne di ricovero

e altre curiose formazioni rocciose, detta Karren.

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Inviato

Dopo questo tratto usciamo in prato aperto,

tra trincee e avallamenti provocati dalle granate dei mortai,

e con una seconda e più lunga salita lungo la dorsale nord

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Inviato

...in prossimità della selletta Stringa,

che divide la dorsale nord del Monte Fior

dal M. Castelgomberto, abbiamo la possibilità di vedere

in tutto il loro splendore bianco le Pale di San Martino

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