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Inviato (modificato)

Ciao a tutti,

escursione con alcuni soci dell'Associazione "Monti Sibillini" con la speranza di poter fotografare qualche fungo raro o poco conosciuto.

Località designata, la zona di Faete (AP) Monti della Laga al confine con il territorio marchigiano, tanta strada per pochi e banali funghi; la buttata c'è stata qualche giorno fà e la gente ha calpestato anche l'ultimo filo d'erba e anche i funghi "da studio" hanno subito la stessa sorte: ma quando impareranno a non distruggere tutto ciò che non sia porcini e galletti!!!??.

Mi scuso per la qualità delle foto ma dopo la rottura dell'obiettivo digitale e in attesa di poterlo sostituire, sto usando un vecchio obiettivo analogico che non è compatibile con la reflex digitale.

Comunque qualcosa c'era e li inserisco in ordine alfabetico per non far torto a nessuno.

1) Albatrellus cristatus, Polyporacea terricola crescente a cespi vicino alle ceppaie di castagno.

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Modificato da Ennio
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2) Amanita lividopallescens, grande Amanitopsis (Amanita senza anello visibile) che può raggiungere anche i 18 cm di diametro pileico e superare i 20 cm di altezza del gambo.

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3) un doveroso omaggio all'unica donna del gruppetto (lei ha trovato quasi tutti i Boletus aereus della giornata) ma studia poco!!!

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Inviato (modificato)

4) ed ecco una parte del suo raccolto: Boletus aereus (bronzino, porcino nero, ecc.) ottimo fungo che ho smesso di "studiare" vent'anni fà, per lasciarli tutti a Peppe (schezo Pè)!.

NB: gli effetti del gran caldo sono evidenti nei cappelli.

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Modificato da Ennio
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5) il Boleto più frequente in zona: Boletus rhodoxanthus, nessuno dei locali lo raccoglie perchè virando intensamente al blù, pensano che sia mortale (e fanno bene perchè mortale non è, ma tossico sì).

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Inviato (modificato)

6) uno scorcio di questo spettacolare castagneto che si estende per molti ettari al di sopra delle gole del fiume Tronto.

PS: attenzione, qui la Forestale controlla e bene!!!, ed io aggiungo "fà bene".

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Modificato da Ennio
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7) una sorpresa un pò "fuori stagione", ma ormai non ci sono più le mezze stagioni; vi ricordate? il Trio Solenghi & C. è da un pezzo che c'è lo dice!!!.

Craterellus cornucopioides = trombetta dei morti, per la sua crescita ai primi di novembre!!!

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Modificato da Ennio
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8) un fungo dalla netta sporata rosa salmone: Entoloma lividoalbum, attenzione a non confonderlo con il velenoso E. lividum che lamelle prima gialle poi rosa e portamento più massiccio.

post-791-1247957619.jpg

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9) una foto dei parteciapanti tra i castagni e con lo sfondo del m. Vettore (m. 2476 slm).

Da sx a dx: Giuseppe, Antonia, Rodolfo, Carlo e il sottoscritto (scusate la canottiera, ma io sentivo un caldo boia) ... e poi correre tuto il giorno da uno all'altro per visionare i funghi che trovavano, che fatica!!!:

post-791-1247957719.jpg

Modificato da Ennio
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10) un Lactarius presente in discreta quantità: Lactarius azonites, dal latice acre ed inizialmente bianco per divenire in poco tempo di color rosa sulla carne, ma bianco immutabile se isolato, chiaramente NON commestibile come tutti i Lactarius a latice bianco +/- immutabile o virante in altri colori.

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Inviato

Bravo Ennio e grazie. Spesso trovo quei funghi lì, l'amanita e il rhodoxanthus, ma li scambio sempre con altri.... ma tanto non li ricorderò mai quei nomi quando li incontrerò ancora. Alla mia età si fa fatica a ricordare nomi nuovi, eheheh (come scusa non è male, vero?).

Un caro saluto, Tony. :give_heart: :give_heart: :wacko:

Inviato (modificato)

11) altra specie tossica e confondibile con i Cantharellus (da parte dei neofiti): giovanissimi esemplari di Omphalotus olearius, ex Clitocybe olearia, crescita apparentemente terricola ma spesso vegeta su ceppaie e radici morte interrate.

NB: qui siamo in presenza di vere e proprie lamelle e non pliche come nei galletti.

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Modificato da Ennio
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12) altra Polyporacea di grandi dimensioni: Phellinus torulosus su ceppaia di castagno; crescita pluriennuale, il cappello con il tempo viene sovente "colonizzato" dal muschio.

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Inviato

13) la Russula più frequente della giornata: Russula lepida, dai colori rossastri del cappello, lamelle bianche e con sapore mentolato-rinfrescante dopo lunga masticazione, gambo sodo e molto duro.

post-791-1247958839.jpg

Inviato

14) nella zona del cerro, la Russula virescens era la sola presente e in discreta quantità; ottima commestibile.

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