testa Inviato 16 Aprile 2009 Inviato 16 Aprile 2009 In chiunque sale le montagne, anche solamente camminando su un facile tratturo in una domenica di sole, si accendono molte componenti vitali e umane che producono una serie di percezioni sensoriali inconsuete.
testa Inviato 16 Aprile 2009 Autore Inviato 16 Aprile 2009 Sono sensazioni che vengono percepite e riconosciute in modo estremamente intenso, ben diversamente da quelle avvertite durante gli altri giorni nella routine settimanale di lavoro e impegni familiari. Sono sensazioni che ci accompagnano anche dopo che l'esperienza si è esaurita e che si esprimono nel racconto del ricordo di ciò che è stato vissuto
testa Inviato 16 Aprile 2009 Autore Inviato 16 Aprile 2009 Spesso percorriamo i sentieri della montagna camminando con altre persone per dividere con loro l'esperienza, per dare e ricevere mutualità.
testa Inviato 16 Aprile 2009 Autore Inviato 16 Aprile 2009 Ma qualche volta abbiamo bisogno di isolamento e solitudine. Abbiamo bisogno di separazione per sentire una mancanza. La mancanza della parte di noi che sta nell'altro e nel mondo che abbiamo lasciato.
testa Inviato 16 Aprile 2009 Autore Inviato 16 Aprile 2009 Scopriamo così di essere continuamente sospesi tra condivisione e isolamento, tra il passato e il futuro. Sospesi tra la percezione soggettiva del sogno e la percezione oggettiva della realtà.
testa Inviato 16 Aprile 2009 Autore Inviato 16 Aprile 2009 (modificato) ..... Modificato 16 Aprile 2009 da testa
testa Inviato 16 Aprile 2009 Autore Inviato 16 Aprile 2009 E in questa sospensione tra sogno e realtà in montagna ricerchiamo uno spazio "terzo", uno spazio collocato tra ciò che è e ciò che potrebbe essere; un versante diverso da quello usuale in cui tutti salgono.
testa Inviato 16 Aprile 2009 Autore Inviato 16 Aprile 2009 Durante la salita ci ritroviamo a percorrere una cresta sottile tra due versanti. Saliamo oltre e sempre più in alto per riuscire a stare meglio quaggiù, per ritrovare responsabilità ed impegno per le forme di convivenza e condivisione che la realtà di ogni giorno ci impone.
testa Inviato 16 Aprile 2009 Autore Inviato 16 Aprile 2009 Saliamo per imparare a scendere, anche se, arrivati alla vetta, ci costa fatica e sacrificio discendere a valle, ritornare alla vita di tutti i giorni, così che alle volte sale dentro la nostra anima il desiderio di........
testa Inviato 16 Aprile 2009 Autore Inviato 16 Aprile 2009 Ma ..., alla fine, scendiamo sempre, e sempre ritorniamo alla vita quotidiana.
testa Inviato 16 Aprile 2009 Autore Inviato 16 Aprile 2009 Salvo poi, appena ci è possibile, rispondere all'attrazione dell'alto, al richiamo dell'isolamento più assoluto, alla chiamata della vetta,........
testa Inviato 16 Aprile 2009 Autore Inviato 16 Aprile 2009 ........per poter così nuovamente riscoprire il senso del calarsi nel profondo della realtà, nell'essenza della vita.
testa Inviato 16 Aprile 2009 Autore Inviato 16 Aprile 2009 Partenza: Cabinovia Col Verde - Rosetta a San Martino di Castrozza. Arrivo: Cima Fredusta 2.950 m Tempo di percorrenza: 5,30 ore in totale Dislivello 500 m Dislivello cumulato: 780 m Difficoltà: EE, consigliabile solo in caso di buona visibilità perché i segnavia sono coperti dalla neve
testa Inviato 16 Aprile 2009 Autore Inviato 16 Aprile 2009 Arrivo della cabinovia; veduta del rifugio.....
testa Inviato 16 Aprile 2009 Autore Inviato 16 Aprile 2009 Sullo sfondo: cima Fredusta con il sottostante ghiacciaio
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