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Voglio postare alcune immagini significative di una indimenticabile escursione fatta nel 95 al Parco Nazionale d'Abruzzo.

La meta è la Val di Rose e la base di partenza è Civitella Alfedena.

Il sentiero, almeno allora, nei mesi con più alto flusso turistico era con accesso a numero limitato; cioè nei mesi di luglio ed agosto mi sembra che fosse possibile accedere al sentiero ad un numero massimo di 100 persone.

Siamo infatti nel cuore del Parco, molto vicini alla Riserva Integrale.

 

Il paesaggio dall'alto era stupendo. Una giornata tersa di ottobre, con le faggete di un bel colore rosso.

In fondo si intravede il Lago di Barrea

Modificato da Fagus
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Il posto è particolare e unico perchè salendo è facile avvistare numerosi esemplari di camoscio d'abruzzo.

Qui un branco. I branchi sono composti esclusivamente da femmine adulte e da piccoli di entrambe i sessi, e sono dominati da un unico esemplare maschio, che ogni anno misura la propria leadership con gli altri antagonisti e competitori a suon di combattimenti e cornate.

Modificato da Fagus
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Per monitorare la popolazione e gli spostamenti, ad alcuni esemplari erranti che vivono ai margini del branco, viene applicato un radiocollare e dei marcatori sulle orecchie per contraddistinguerli.

Suddetta operazione avviene dopo la cattura tramite narcotizzante e successiva rimessa in libertà.

Questo esemplare si era fatto avvicinare abbastanza dal sottoscritto ma considerate che la foto è fatta con un tele.

Modificato da Fagus
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Dopo aver sentito un paio di grugniti e soffiate con il naso di avvertimento, faccio un'ultima foto e proseguo.

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In queste 4 successive foto ripresi una sequenza di un altro esemplare che inizialmente sdraiato si alzava e incuriosito a cominciava a fissarmi; tutto ciò sempre a debita distanza.

1)

Modificato da Fagus
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Camminavamo nel bosco e io ero l'ultimo.

Sentivo come dei passi alle spalle e girandomi mi accorsi che mi stava seguendo

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Feci immediatamente una cosa che non andrebbe fatta:

tirai fuori dei panini avanzati dal pranzo al sacco e gli tirai a pezzetti.

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La volpe apprezzò e si fece più intraprendente, chiedendone altri.

La mia amica cominciò a tirarli fuori dallo zaino per darglieli

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C'è stato un attimo, di cui purtroppo ho perso la foto, in cui la volpe furbescamente approfittando di una disattenzione aveva preso lo zaino cercando di portarlo via; la mia amica lo tirava dall'altra parte cercando di non farselo sottrarre.

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Alla fine decidemmo di dargli l'intero pacchetto e lei azzannandoli se li portò via tutti insieme probabilmente portandoli ai propri cuccioli.

L'anno successivo facendo volontariato nello stesso Parco (avventura di 15 giorni stupenda che ancora oggi è possibile fare a chiunque) ci spiegarono che non bisognava dare da mangiare agli animali perchè il nostro cibo poteva portare e diffondere malattie.

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