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Gravi danni ambientali nella foresta di Vallombrosa...


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Purtroppo anche il ns versante.. Calmaldoli e Badia Prataglia delle foreste Casentinesi

ha subito danni ingenti, i locali parlano di circa il 15/20% degli abeti caduti

io sono stato la' giovedi e sabato mattina, e devo dire che lo scenario é da INFERNO :censored:

gruppi di piante cadute e sovrapposte una all'altra, con il terreno interamente cospraso di piccoli rametti verdi

che praticamente non ti permettono di vedere nulla..

 

Le zone di faggio ne hanno risentito pochissimo

sicuramente lascio un Bosco FERITO GRAVEMENTE :ambu:

Franco :hug2:

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E io faccio il bastiancontrario, per stimolare la discussione.... :biggrin: :wink:   L'uomo DEVE vivere la Natura con profitto, inutile dire diversamente, nei secoli abbiamo plasmato la Natura ant

Quoto in pieno quanto detto da Gibbo!! (cosa mi tocca fare per mantenere un tetto sopra la testa...) :biggrin: :biggrin: :biggrin:   Scherzi a parte, ho vissuto per anni in Carinzia, dove il bosco

la nostra situazione è ben diversa le tanto decantate situazioni nordiche non le prenderei a modello provate a chiedervi quanta biodiversità c'è in un bosco d'abete o anche di faggio ... quasi il nu

A tirarli giù nel versante romagnolo è stata l'infelice combinazione di tanta neve pesante caduta in pochissimo tempo ed un vento bello sostenuto. Credo comunque che i danni a nord siano meno ingenti. Vedremo.

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C'e' un rapporto tra i fittone (radice) e l'altezza dell'abete.

Quando la pianta diventa troppo grande non riesce piu' a reggere le sollecitazioni estreme.

Nei pendii si assiste anche, a dei veri e propri smontamenti di terreno.

Tutto sommato in certe situazioni sarebbe utile un intervento dell'uomo.

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Purtroppo dalla vostre notizie il danno di questo ciclonico vento ha colpito diverse zone dell'Appennino però mi chiedo il bosco di Vallombrosa non era naturale nel senso è opera dell' uomo o meglio dei frati di Vallombrosa sicuramente dovuto all' importanza del legname che specialmente in quel periodo aveva una importanza strategica e se non dico una cavolata gli abeti sono alberi rispetto al faggio e al castagno e quercia essendo delle conifere specie fra la flora fra le più antiche della Terra un maggiore accrescimento...............

 

Si soffre noi umani a vedere tali disastri ma lo vediamo dalla nostra ottica di poveri umani e non da quella della Natura l'unica che ha saggezza "Nulla si crea e nulla si ditrugge..........tutto si trasforma "

 

 

 

Un :hug2:

Edited by Lupo di Toscana
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Eh lo so Lupone lo so!!!! Ma a me dispiace un sacco vedere i boschi di Vallombrosa ridotti a un cumulo di legname, forse anche perchè ci sono legato dall'infanzia....

Poi per il resto sono d'accordo su quello che dici e che avete detto tutti!

 

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Sicuramente il danno a quanto si legge sembra abbastanza cospicuo ma la Natura ha il suo corso la selezione è avvenuta se non ci fosse l'uomo con le sue azioni questo si potrebbe defenire un disboscamento naturale l'unica cosa che mi ha colpito è che abbiano ceduto piante come querce e faggi alberi che hanno un apparato radicale profondo e non come gli abeti che nonostante la loro altezza lo presentano piuttosto superficiale................

 

Ma quando la Natura esprime la sua forza nessuno essere vivente ne è immune dai danni e dalla morte................

 

saranno stati malati (il che è un brutto e buon segno)? o forse chissà...sono meno aerodinamici..

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Purtroppo dalla vostre notizie il danno di questo ciclonico vento ha colpito diverse zone dell'Appennino però mi chiedo il bosco di Vallombrosa non era naturale nel senso è opera dell' uomo o meglio dei frati di Vallombrosa sicuramente dovuto all' importanza del legname che specialmente in quel periodo aveva una importanza strategica e se non dico una cavolata gli abeti sono alberi rispetto al faggio e al castagno e quercia essendo delle conifere specie fra la flora fra le più antiche della Terra un maggiore accrescimento...............

 

Si soffre noi umani a vedere tali disastri ma lo vediamo dalla nostra ottica di poveri umani e non da quella della Natura l'unica che ha saggezza "Nulla si crea e nulla si ditrugge..........tutto si trasforma "

 

 

 

Un :hug2:

Eh lo so Lupone lo so!!!! Ma a me dispiace un sacco vedere i boschi di Vallombrosa ridotti a un cumulo di legname, forse anche perchè ci sono legato dall'infanzia....

Poi per il resto sono d'accordo su quello che dici e che avete detto tutti!

 

innanzitutto chapeaux a Wolfer che ha capito, ma io non sono riuscito a capire che volevi dire Lupone? :scratch_one-s_head: :wacko2: :hug2:

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Se non ho capito male il lupone vorrebbe dire che l'abete è fuori posto e la natura fa il proprio corso soppiantandolo con alberi più adatti all'habitat appenninico. E' veririssimo, però io non vedo l'intervento dell'uomo sempre in negativo. E' un tema troppo complesso per le mie conoscenze però in un certo senso alcuni interventi umani hanno stimolato la biodiversità. Mi riferisco per esempio anche al prato pascolo, senza il quale molte specie animali sarebbero assenti sul nostro territorio.

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Ovviamente alludevo ad interventi limitati nel rispetto del territorio. In fin dei conti l'abete occupa solo parte della fascia medio-montana e con il passare del tempo ha fomato delle foreste secolari mescolandosi in gran parte con il faggio ed anche con l'acero montano. Una favola a vedersi.

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lupò fammi capire! :biggrin:

volevi dire che crescono più in fretta degli altri alberi e per questo li hanno piantati?

sarà OT ma voglio capire...

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Si volevo dire che la conifere sono specie a maggiore accrescimento e quindi il materiale legno viene utilizzato prima di altre specie come il faggio quercia e il castagno da noi ad esempio accade che nel comune di Firenze al tempo dei Medici ridussero il Monte Morello calvo per usare il legname per fare le grandi opere pensate c' erano boschi meravigliosi di quercia ora nei vari rinboschimenti ci sono purtroppo una accozzaglia di varia specie arboree.

Altro esempio in Italia anni 60-70 si è importata la duglasia conifera americana che rispetto agli abeti nostri ha un maggiore accrescimento . In poche parole l'uomo plasma la Natura a seconda delle proprie esigenze e ultimamente sempre più relegate al solo profitto.

Edited by Lupo di Toscana
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Al giorno d'oggi c'è pochissimo rispetto per l'ambiente, basta vedere la deforestazione selvaggia che stanno mettendo in atto in amazzonia. L'uomo insegue da sempre logiche di profitto e le tecniche avanzate agevolano i misfatti. Detto questo però non vedrei di cattivo occhio il piccolo agricoltore che si limita a coltivare piccoli appezzamenti di terreno senza l'uso smodato di pesticidi. Mi vengono in mente per esempio gli uccelli, che quando nevica durante l'inverno si avvicinano alle case ed ai fondovalle in cerca di cibo. Nei coltivi trovano con facilità quello che in natura non riescono a procurarsi. Oppure gli ungulati che si avvicinano regolarmente al primo verde o ai campi di grano ai primissimi tepori di fine inverno.

 

Sarà forse perchè di terreno lasciato a se stesso qui ce n'è tantissimo, credo he con un po' di giudizio e tanta tanta tolleranza l'uomo potrebbe inserirsi nell'ambiente senza provocare troppo danno. Fantasia, lo so, ma se non fosse per la caccia qualche bel sodo ben tenuto non dispiacerebbe agli animali. Banchettano per bene :wink: .

Edited by marcog
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Si volevo dire che la conifere sono specie a maggiore accrescimento e quindi il materiale legno viene utilizzato prima di altre specie come il faggio quercia e il castagno da noi ad esempio accade che nel comune di Firenze al tempo dei Medici ridussero il Monte Morello calvo per usare il legname per fare le grandi opere pensate c' erano boschi meravigliosi di quercia ora nei vari rinboschimenti ci sono purtroppo una accozzaglia di varia specie arboree.

Altro esempio in Italia anni 60-70 si è importata la duglasia conifera americana che rispetto agli abeti nostri ha un maggiore accrescimento . In poche parole l'uomo plasma la Natura a seconda delle proprie esigenze e ultimamente sempre più relegate al solo profitto.

 

 

 

già, quasi solo per i profitti e senza scrupoli

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E io faccio il bastiancontrario, per stimolare la discussione.... :biggrin: :wink:

 

L'uomo DEVE vivere la Natura con profitto,

inutile dire diversamente,

nei secoli abbiamo plasmato la Natura antropizzandola a nostro comodo,

i problemi che abbiamo oggi sono proprio perché, dopo che ci siamo creati il nostro giardino,

oggi ne abbiamo persa la chiave (conoscenza e convivenza) e vogliamo avere una come il giardino dell'Eden,

vergine, bellissima, slegata dall'uomo........ il che è IMPOSSIBILE e per come la vedo, da non augurarsi, né per noi né per le future generazioni!!!

La Natura che abbiamo a Vallombrosa è frutto di anni di convivenza e di equilibri trovati dopo tempo, fatica, conoscenza e rispetto,

scusate se insisto in questo discorso,

ma quello che vogliamo oggi è "la botte piena e la moglie ubriaca",

Bosco bello (per come lo intendiamo noi) senza dovergli fare niente,

anzi, guai a chi lo tocca.....

(questo non vuol dire che nei tempi passati non fossero stati fatte distruzioni assurde)

 

Nello specifico si parla di boschi creati dall'uomo e non dal "principale",

boschi che avevano alle spalle e dinanzi, un progetto fatto da Uomini,

che oltre a trarre profitto ne godevano i frutti di una convivenza rispettosa....

oggi si crede che basti recintare un bosco per volergli bene e non è sempre così.

 

Mi spiace per l'arboreto che è un discorso a parte,

un gioiello a livello mondiale,

ma per il resto del bosco che tanto amiamo,

a parte l'evento infausto eccezionale,

forse serve riappropriarsi di metodi di approccio al bosco ben diversi dagli attuali.

 

:hug2:

Edited by Gibbo
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